Novara: arrestato dalla Polizia di Stato il responsabile di un tentato omicidio

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Nella tarda mattinata del 13 aprile, la Polizia di Stato di Novara, ha dato esecuzione all’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa a carico di un 38enne, emessa dal Tribunale di Novara, ritenuto responsabile del reato di tentato omicidio in danno di un 39enne. La sera del 14 agosto 2021, la vittima è stata accompagnata presso il locale nosocomio da un amico che lo aveva raccolto sanguinante e quasi esanime in via XXIII marzo. Ai sanitari l’accompagnatore aveva riferito che l’amico era stato accoltellato, senza precisare il luogo e l’eventuale autore del fatto. Le condizioni vitali del ferito apparivano talmente gravi da indurre i medici a sottoporre il malcapitato ad un intervento in emergenza. La vittima, difatti, giunta al pronto soccorso di Novara in stato di shock, è stata condotta in rianimazione per essere sottoposta ad un primo e delicato intervento chirurgico atto ad arginare una importante emorragia causata da un profondo fendente che aveva gravemente attinto il fegato. Intanto, gli investigatori della Squadra Mobile di Novara, coordinati dal Vice Questore Aggiunto dott. Massimo Auneddu, dopo aver identificato l’accompagnatore, attraverso quest’ultimo, hanno cercato di ricostruire i contatti della vittima negli ultimi giorni. Tuttavia, il fronte di omertà sollevato dall’amico, aveva creato non poche difficoltà anche nell’individuare l’esatto luogo ove aveva soccorso la vittima ormai priva di sensi. Solo il capillare sopralluogo, proseguito fino in tarda serata e le bonifiche anche dei bidoni della spazzatura finalizzate alla ricerca dell’arma del delitto, consentiva agli Agenti, non solo di localizzare il punto esatto dell’evento delittuoso, ma di rinvenire, altresì, l’arma con la quale l’autore del grave fatto di sangue aveva accoltellato il 39enne. Difatti, a margine della careggiata della via Abbadia angolo via XXIII Marzo, è stata rinvenuta una lama di un coltello totalmente intrisa di sostanza ematica; evidenti, inoltre, erano le copiose tracce di sangue lasciate sull’asfalto. Difficili e complicate sin da subito le investigazioni, sia per le gravissime condizioni del ferito che non consentivano nell’immediato una chiara ricostruzione dei fatti, sia per l’omertà dei pochi presenti: il reo tra l’altro oltre ad aver ferito la vittima al capo ed allo sterno con un fendente diretto al cuore, dopo aver profondamente attinto il fegato, ne spezzava la lama del coltello al suo interno. A circa due ore dalla consumazione del delitto, proprio in corso di sopralluogo, gli operatori della Squadra Mobile registravano l’arrivo dell’amico che si giustificava asserendo di essere stato poco prima minacciato da alcuni corregionali e di aver raggiunto quel luogo, preoccupato della presenza della sua compagna ancora al lavoro. Le motivazioni addotte, non concordanti con le immediate dichiarazioni della compagna, spostavano immediatamente i sospetti su di lui, il quale, intanto, nottetempo aveva lasciato Novara per ignota destinazione. Tale repentino allontanamento confermava le ipotesi investigative avanzate dagli operatori della Squadra Mobile le cui capillari indagini, hanno messo in luce un grave quadro indiziario in capo al sospettato che, nel frattempo, aveva trovato ricovero in Sicilia e precisamente in provincia di Messina. Di concerto con la Procura della Repubblica di Novara, venivano avviate attività investigative più invasive. Appariva necessario puntellare i primi riscontri ottenuti dall’analisi dei tabulati telefonici di tutti gli attori della vicenda di sangue. Ne scaturiva un imponente intreccio di telefonate ed sms intercorsi tra la vittima e il reo, contatti che culminavano nel tardo pomeriggio del 14 agosto 2021 nell’orario in cui si consumava il grave ferimento. Le costanti attività investigative messe in campo dagli operatori della Squadra Mobile, consentivano non solo di acquisire ulteriori e gravi elementi indiziari ma, a seguito di una mirata perquisizione domiciliare, il rinvenimento di due coltelli “gemelli” rispetto a quello trovato sul luogo del delitto, presso quello che era stato l’ultimo domicilio novarese di dell’aggressore. Il grave quadro indiziario veniva pienamente accolto dall’Autorità Giudiziaria consentendo al GIP del Tribunale di Novara di emettere il provvedimento restrittivo in capo al reo, per i reato di tentato omicidio e porto abusivo di armi, il quale, già gravato da precedenti penali e di polizia, era stato da poco scarcerato dalla casa circondariale di Novara dove aveva scontato una pena detentiva per rapina aggravata, con le gravi condotte delittuose poste in essere nel tardo pomeriggio del 14 agosto 2021, ha manifestato ancora una volta tutta la sua pericolosità sociale. La tarda mattinata del 13 aprile 2022, operatori della Squadra Mobile di Novara, dopo averlo localizzato nel comune di Brolo (ME), con la collaborazione dell’omologo Ufficio siciliano, hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Novara e lo hanno associato in detenzione, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.