Novara: considerazioni giuridiche sul piano “Musa”

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Piano Musa Novara
di Antonio Costa Barbe’
Lo statuto del Comune di Novara agli articoli 44 e 45 recita:
Art.44 (Referendum).
Per favorire la consultazione della cittadinanza su questioni di rilevante interesse della comunità locale è istituito il referendum consultivo. Il referendum viene indetto per consultare su una certa questione gli elettori dell’intero Comune.
Art.45 (Oggetto).
Il referendum, in relazione alle sue caratteristiche, enunciate nell’articolo precedente, deve riguardare atti di competenza del Comune. Per il suo carattere consultivo, il referendum può essere indetto solo su un quesito che sia formulato come proposta al Consiglio Comunale per l’assunzione di un atto di propria competenza. A questi fini si intende per ‘atto’ anche l’abrogazione o la revoca di un atto che sia già stato precedentemente assunto dal Consiglio Comunale.
Non sono ammessi referendum che propongano l’abrogazione o la modifica di delibere concernenti tributi locali, tariffe dei servizi.
I successivi articoli dello Statuto disciplinano la procedura per la richiesta del referendum.
Il referendum ammesso dal nostro statuto e’ dunque solo consultivo (a differenza di altri comuni, come Torino, Milano e Venezia, che prevedono anche referendum abrogativi). Va però sottolineato che lo statuto prevede il referendum anche per proporre l’abrogazione (non è un bisticcio di parole) di un atto precedentemente assunto dal Consiglio Comunale.
Con due importanti eccezioni: non e’ possibile proporre l’abrogazione di tributi locali, né di tariffe di servizi.
Ci interessa qui la seconda ipotesi.
La definizione delle attuali aree di sosta e relative tariffe è stata oggetto di diversi provvedimenti tra loro “concentrici” adottati in diversi periodi di tempo; si è partiti dall’approvazione del piano generale del traffico urbano della città di Novara –con delibera del Consiglio Comunale n. 19 del 31/03/2014- alla quale è seguita la delibera della Giunta di determinazione del perimetro della “zona di particolare rilevanza urbanistica” in data 16/04/2014, n. 107; infine con delibera n. 30 del consiglio comunale del 29/04/2014 sono state definite le tariffe di sosta . Tutte le delibere sono state regolarmente pubblicate all’Albo Pretorio e non risultano impugnate. Il rilievo dei vizi di legittimità dei provvedimenti amministrativi è soggetto a determinati termini e modalità di impugnazione, ma in sede di opposizione alle sanzioni amministrative (come una una ‘multa’ del Codice della Strada) è consentito al giudice dell’opposizione valutare eventuali vizi di legittimità dei provvedimenti medesimi (le delibere sopra citate), al fine della loro disapplicazione al caso di specie (cass. sezioni unite. n. 116/2007).
Quanto alla natura dell’importo dovuto per la sosta, la giurisprudenza definisce il parcheggio servizio pubblico, come gli impianti semaforici e la segnaletica (T.A.R. Campania Napoli Sez. I, 30/04/2003, n. 4203). L’importo pagato è una tariffa correlata all’utilizzo privato di un bene pubblico (l’occupazione della sede stradale con il proprio veicolo (T.A.R. Lazio Roma Sez. II, 06-04-2006, n. 2476). La stessa corte costituzionale, con sentenza n. 66 del 13.1.1995, ha precisato che “il pagamento per la sosta del veicolo non configura né un tributo, né una prestazione patrimoniale imposta, bensì un corrispettivo, commisurato ai tempi e ai luoghi della sosta”, che è “rimessa ad una scelta dell’utente non priva di alternative”. Il concetto di tariffa corrisponde dunque a quello di “corrispettivo di un servizio”, mentre il tributo si caratterizza per il carattere coattivo della prestazione, imposto e collegato direttamente alla spesa pubblica. In questo senso già la circolare n. 1196 del 28.5.1991 dell’allora Ministero per i Problemi delle Aree Urbane precisava che la “tariffa di sosta”, prevista dalla legge n. 122/89 non era una “tassa sulla sosta”.
Dunque le conclusioni giuridiche, allo stato, appaiono le seguenti: non e’ possibile abrogare con un referendum le tariffe di sosta attualmente adottate dal Comune di Novara. E’ possibile tuttavia proporre l’abrogazione di atti prodromici alla statuizione di queste tariffe. E’ perciò necessario esaminare -documentazione alla mano- come sia stata strutturata la nota raccolta di firme (si parla di migliaia di sottoscrizioni) depositate presso il comune: se essa cioè abbia la stimmate procedurali del referendum oppure no.
Circa l’illegittimità derivante dalla mancanza di parcheggi liberi adeguati in prossimità delle aree di sosta a pagamento sono intervenute le note sentenze di Cassazione e dei Giudici di Pace, delle quali il Corriere ha fatto cenno in altro precedente articolo. Esse affermano che le “multe” irrogate per divieto di sosta nelle strisce blu sono nulle se vicino alle aree a pagamento non è stato predisposto un parcheggio libero da balzelli (cassazione sezioni unite civili sentenza n. 116/07.; precedentemente sezioni unite con sentenza 4 dicembre 1984 n. 6348; da ultimo cassazione civile , sez. VI-2, ordinanza 03.09.2014 n° 18575 e giudice di pace di Como – gennaio 2015. L’articolo 7 del CdS prevede tuttavia delle eccezioni quanto alla sosta in zone definite “a particolare rilevanza urbanistica”, disciplinate dal comma 8 del prefato art. 7. In particolare la disposizione prevede che in deroga all’obbligo di riserva di area a parcheggio libero nelle immediate vicinanze: “tale obbligo non sussiste per le zone definite a norma dell’art. 3 “area pedonale” e “zona a traffico limitato”, nonché per quelle definite “A” dall’art. 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, e in altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico.” E la più recente cassazione (ordinanza n 18575/2014) ha affermato che “nel giudizio di opposizione a verbale di accertamento di infrazione del codice della strada grava sull’autorità amministrativa opposta, a fronte di specifica contestazione da parte dell’opponente che lamenti la mancata riserva di una adeguata area destinata a parcheggio libero, la prova della esistenza della delibera che escluda la sussistenza di tale obbligo ai sensi dell’art. 7, comma 8, del Codice della Strada.”
Nel caso del comune di Novara la delibera in questione è quella della Giunta n. 107 del 16/04/2014. In tale sede, secondo le disposizioni vigenti, le “zone di particolare rilevanza urbanistica” devono essere “opportunamente individuate e delimitate della giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico”. Occorerà valutare, nella sede consentita, se le caratteristiche di particolare rilevanza urbanistica esistano per tutte le zone oppure no.
Infine rispetto alle modalità con le quali è dato in affidamento il servizio di gestione dei parcheggi e della sosta si ritiene utile richiamare i criteri elaborati dalla giurisprudenza a mente della quale è illegittimo l’affidamento diretto ad una società di capitali, anche se mista a partecipazione comunale (TAR Campania, Napoli, Sez. I n. 4203 del 30/04/2003). Il Comune però ha provveduto a pubblicare un bando di gara per l’affidamento del servizio in concessione.
In conclusione gli aspetti da considerare sono molteplici e differenti. Da un punto di vista giuridico gli strumenti che l’ordinamento pone a disposizione del cittadino e dell’amministrazione sottendono una pluralità di considerazioni e di effetti eterogenei.