Novara contro l’Ascoli per la svolta

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by Simone Balocco

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Si prevedono 90 minuti (più recupero) di gioco molto, ma molto intensi domani pomeriggio: alle 15, al “Piola”, il Novara ospiterà, per la 24a giornata (la terza di ritorno), l’Ascoli di Serse Cosmi.

I morali delle due squadre sono bassi, nonostante i ragazzi di mister Corini possano contare sette punti in più rispetto agli avversari in classifica: entrambi i sodalizi hanno perso settimana scorsa in maniera pesante. Il Novara è uscito con le ossa rotte dal “Tardini” di Parma con un secco 3-0, mentre i bianconeri hanno incassato un 2-0 in casa della Pro Vercelli che, in virtù di quei tre punti, li ha superati in classifica, relegandoli all’ultimo posto. Gli azzurri sono a cinque punti dall’ottavo posto ma a + 3 sul Cesena quint’ultimo e a cinque punti dalla retrocessione diretta.

Vista la classifica e il fatto che gli azzurri giochino in casa, verrebbe da dire che domani il risultato potrebbe essere scontato. E invece no: proprio perché gli azzurri in casa hanno totalizzato finora solo dodici punti, la squadra di Cosmi dovrà venir presa con le pinze e sotto gamba. Novara-Ascoli la prima di tante finali? Si, senza dubbio.

All’andata Mantovani e compagni vinsero grazie alla doppietta di Alessio da Cruz. Partita non bellissima, ma che servì al Novara per togliere lo “0” in classifica.

Mercoledì si è chiuso il mercato invernale e le due squadre hanno apportato modifiche alle loro rose: Federico Maracchi, Moustapha Seck, George Puscas per il Novara; Simone Ganz, Gaetano Monachello, Raphael Martinho, Franck Kanoutè, Michael Agazzi e Nicolò Cherubin per l’Ascoli. I due sodalizi sono stati attivi anche in uscita: hanno lasciato Novarello da Cruz (Parma), Armeno (Reggina), Tartaglia (Catania), Manconi (Livorno), Schiavi (Cuneo), mentre Adorjan, dopo una prima parte di stagione deludente in Albania con il Partizani Tirani, è emigrato in Irlanda per vestire i colori del Dundalk, massima serie irish.

I tifosi azzurri sono molto delusi dal mercato di riparazione del Novara perché, vista la classifica non bellissima, si aspettavano qualche innesto in più.

Per le due squadre ora nessun alibi: manca praticamente tutto il girone di ritorno e l’obiettivo sono i 50 punti in classifica che significano salvezza. Anche se molti, visto l’andamento del torneo, sostengono che per salvarsi quest’anno servirà qualche punto in più.

Tornando al calcio giocato, in casa Novara c’è molta amarezza: 23 partite disputate fino a questo momento, sette vittorie (solo tre in casa), sei pareggi e ben dieci sconfitte, di cui 0 punti nelle ultime tre uscite lontano da casa, con un solo gol segnato (da un terzino, Dickmann) e ben sei incassati. Un andamento che, più o meno, ricorda quello che ebbe la squadra nella stagione 2013/2014, quella che vide il sodalizio di Massimo de Salvo disputare i play out e retrocedere sotto i gol di Pavoletti del Varese. Giusto per fare un paragone con quella sciagurata stagione, a oggi quel Novara aveva 24 punti (frutto di 5 vittorie, nove pareggi, nove sconfitte), tre in meno di quello attuale.

Ma ogni campionato è a sé, ma tra i tifosi azzurri serpeggia molto pessimismo, visto che, nonostante la squadra (almeno come nomi in rosa) abbia le potenzialità per lottare per un posto nei play off o comunque per una salvezza alla portata, le sconfitte iniziano ad essere tante (forse troppe) e la squadra sembra non reagire alle avversità (calcistiche). E in casa del Parma sabato i Corini boys sono incappati in una brutta sconfitta nata però negli ultimi quattro minuti di gioco del primo tempo: fino al 42′, il Novara ha disputato una buona gara, mettendo in difficoltà i padroni di casa, molto più quotati. Peccato che nei successivi 240 secondi, Montipò ha incassato un gol in mischia forse macchiato da una posizione di fuorigioco da parte di un giocatore di casa e tre minuti dopo ha subito il rigore di Calaiò che aveva portato all’espulsione di Mantovani. Un conto sarebbe stato ripartire nella ripresa sotto di un gol, un conto è stato giocare il secondo tempo sotto di due reti e con l’uomo in meno. Corini le ha provate tutte, ma al minuto 78 è arrivato anche il terzo gol di Scavone (ex azzurro già a segno contro il Novara nel derby contro la Pro Vercelli del 26 febbraio 2016). Beffa delle beffe, il rigore sbagliato da Sansone al 93′: un rigore a favore che mancava dalla scorsa Pasquetta (Frosinone-Novara, 17 aprile) e che è stato sbagliato dal numero 7 potentino che ha trovato pronto Frattali a respingergli il tiro.

Ogni partita è a sé e magari già da dall’incontro contro gli ultimi in classifica, il trend potrebbe cambiare, anche perché a oggi, il Novara, solo in pochi casi, è stato messo sotto dall’avversario di turno. Ma in Serie B (come del resto in tutte le categorie calcistiche) conta la diversità di “fame” e questo Novara, molto spesso, ha dimostrato di non averne abbastanza. Contro l’Ascoli degli ex azzurri Daniele Buzzegoli e “Guglielmo” Gigliotti (oltre all’ex Primavera azzurra Mignanelli), i gaudenziani dovranno avere tanta, ma tanta fame.

Mister Corini non potrà contare su tre titolari delle ultime due partite: Mantovani e i due “gialli” di Parma, Ronaldo e di Mariano che, diffidati, non potranno scendere in campo. E l’assenza di Ronaldo sembra essere quella più grave, visto che contro Carpi e Parma si è rivisto un Ronaldo positivo, dopo il suo negativissimo girone di andata. Il tecnico bresciano potrà invece contare su Marco Chiosa, tornato in campo sabato dopo oltre due mesi di assenza per un brutto infortunio, “Mag” Troest, ristabilitosi dopo una forte influenza, e si spera in capitan Casarini. Tra i nuovi arrivi di gennaio, Puscas potrebbe (e dovrebbe) già giocare dal 1′ in coppia con Maniero. Altrimenti spazio a Macheda e/o a Sansone in coppia con il numero 30 napoletano.

Sul giocatore rumeno (il primo della storia del club) c’è molto hype. Classe 1996, Puscas arriva in prestito dall’Inter “con diritto di di opzione e contro-opzione” (come recita il comunicato del club azzurro sul suo sito ufficiale) e su di lui si dice un gran bene: in una stagione e mezza al Benevento, il nuovo numero 19 azzurro ha contribuito alla promozione in massima serie dei sanniti, segnando ben tre reti nei play off promozione, tra cui il gol vittoria contro il Carpi nella finale di ritorno. In questa stagione, in undici partite in Serie A, ha segnato una sola rete. Puscas ha già giocato in cadetteria con la maglia del Bari e i tifosi novaresi si ricorderanno di lui perché segnò il gol del momentaneo 3-3 nel pazzo turno preliminare play off del 25 maggio 2016. Gol vanificato poi da Galabinov al 114′ e che spinse la squadra allora allenata da Baroni a giocare la semifinale contro il Pescara. Puscas è il sesto giocatore ex Bari nella rosa del Novara dopo Maniero, Sansone, Sciaudone, Chiosa e Calderoni, nonché il diciannovesimo giocatore ad arrivare a Novarello dopo aver segnato almeno un gol al Novara nelle ultime dieci stagioni.

Dettagli che fanno statistica, ma che i tifosi sperano che quelli oggi in rosa che hanno “purgato” gli azzurri in carriera possano far fare il salto di qualità al Novara (Troest, Sciaudone, Sansone, Maniero). Tutta la rosa dovrà fare ora il salto di qualità: la vittoria interna contro il Carpi, arrivata dopo un’assenza di tre mesi, non dovrà essere vanificata e la squadra dovrà proseguire sull’onda del primo tempo contro gli emiliani, dove Maniero e compagni hanno giocato veramente bene per poi contenere nella ripresa l’avversario e farsi vedere in attacco con qualche incursione.

L’Ascoli verrà in viale Kennedy per vincere, senza se e senza ma. Servirà il miglior Novara, dunque.

Ci vorrà una prova maiuscola. Ci vorrà una squadra che lotterà su ogni pallone e che farà in modo di imbrigliare l’avversario e farlo tornare a casa senza punti. Perché perdere anche domani, in caso di vittorie o punti guadagnati da parte delle avversarie sotto in classifica, avvicinerebbe gli azzurri ai play out.

Ci vorrebbe anche il tifo delle grandi occasioni per aiutare una squadra in difficoltà. Ma, visto il numero di presenze quest’anno nell’impianto di viale Kennedy, le speranze di avere un nutrito numero di spettatori sugli spalti è pura fantascienza.

Per questo motivo la squadra di mister Corini dovrà vincere: risultato chiama risultato, tifosi chiamano tifosi. Solo così non ci saranno troppi posti vuoti al “Piola”.