Novara: espulso su ordine del Ministro Salvini per integralismo

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Nei giorni scorsi è stata data esecuzione alla misura dell’espulsione dello straniero, per motivi di Ordine Pubblico o Sicurezza dello Stato, disposta dal Ministro dell’Interno con proprio decreto, nei confronti del cittadino marocchino R.H.D., nato in Marocco il 10 ottobre 1983, emessa ai sensi dell’art. 13, comma 1, D. Lgs. 286/1998.

La misura in parola è stata adottata dal Ministro dell’Interno a seguito di una estesa e complessa attività info-investigativa operata da questa DIGOS nei confronti del menzionato cittadino marocchino, intercorsa tra gli inizi del 2017 e la fine del 2018, la quale ha evidenziato come il prevenuto – già attestato su posizioni religiose assolutiste di natura autoreferenziale e tendenzialmente salafita – a partire dal 2014 ha effettuato un prolungato percorso di soggiorni all’estero, nelle aree prossime alle zone in cui insisteva l’aspro conflitto con la compagine terroristica del Daesh, ritornando in Italia solo agli inizi 2017, connotato da una ancora più rigorosa ed intransigente impronta teologica, di natura segnatamente ultrasalafita – e di fatto fondamentalista – totalmente chiusa ad ogni confronto ed espressamente ostile nei confronti dei non-musulmani.

Pochi mesi dopo il suo ritorno in Italia, lo straniero ha effettuato un ulteriore prolungato soggiorno in Marocco, protrattosi fino alla seconda metà del 2017, ritornando infine del dicembre di quell’anno per assumere il ruolo di Imam del Centro Culturale islamico di Vercelli. Tuttavia, l’anzidetta visione reazionaria ed assolutista della propria religione, lo ha portato, dopo un periodo di evidente dissimulazione dei propri reali propositi, a manifestare intenti di natura salafita – come accertato anche dalla D.I.G.O.S. di Vercelli, che durante il periodo di permanenza in quel capoluogo ha efficacemente collaborato con questo Ufficio nelle attività investigative. Intenti, questi, prossimi al radicalismo islamico tanto evidenti da indurre tutti gli esponenti del menzionato sodalizio – anche quelli di fede più ortodossa che in un primo tempo lo avevano sostenuto – a contestarlo, arrivando infine ad allontanarlo dal centro, che, nella visione “strategica” del prevenuto, avrebbe dovuto essere trasformato in un luogo di indottrinamento e proselitismo di natura ultra-salafita, in chiave anti-occidentale.

Le menzionate vicende del proprio allontanamento dal centro culturale vercellese, hanno peraltro portato lo straniero ad un un rapido escursus psicologico indirizzato verso una situazione psichica di tipo paranoideindicativo di una personalità evidentemente non equilibrata, tendente al delirio religioso – inducendolo ad abbandonare repentinamente il territorio nazionale della prima estate del 2017 per riparare temporaneamente nel Paese d’origine, da cui ha fatto infine rientro in Italia soltanto alcuni giorni or sono.

L’esito delle attività info-investigative, avendo denotato in R.H.D. una persona potenzialmente pericolosa, in quanto portata a manifestare e diffondere spinte antisociali, come manifestato nella sua condotta quale imam, e con molteplici, continui e durevoli legami con ambienti salafiti, in Italia e in Medio Oriente, dove, come rimarcato, è acclarata la sua permanenza per un lungo periodo di tempo, sono pertanto culminate nell’emissione del decreto di espulsione in narrativa, che, subito dopo il rientro in Italia dello straniero – rintracciato ell’esito di un controllo di routine effettuato dalla Polfer di Novara e, dunque, grazie all’attività sinergica tra le diverse articolazioni della Polizia di Stato – è stato notificato ed eseguito.

All’esito dell’iter amministrativo, lo straniero è stato accompagnato alla frontiera presso lo Scalo Aereo Internazionale della Malpensa per il conseguente definitivo rimpatrio nel Paese d’origine.