Novara: ginecologo arrestato, accusato di violenza sessuale

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di Monia Sangermano

violenza donne

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Sembrano ormai non finire più le terribili notizie, che ormai si susseguono da tempo, riguardanti la violenza sulle donne. E tutte, ognuna a modo suo, sconvolgono per la crudeltà con la quale uomini senza scrupoli trattano la vittima di turno. Ma quello che, secondo le vittime, sarebbe a successo a Novara colpisce innanzitutto per il modo subdolo in cui avvenivano le violenze.
Ad essere denunciato da una giovane paziente é stato un ginecologo molto conosciuto in città, un uomo di 62 anni, che per diverso tempo ha prestato servizio all’Ospedale Maggiore della Carità e che ora visitava le proprie pazienti nello studio privato e presso la clinica San Gaudenzio.
Le indagini, condotte dagli uomini della Squadra Mobile di Novara, sono partite a fine agosto, dopo la denuncia in Questura da parte della ragazza, una giovane diciannovenne di origine albanese; la donna, evidentemente turbata, ha raccontato agli agenti di essersi recata in clinica per una visita ginecologica e dopo una normale ecografia uterina il dottore le avrebbe fatto strane domande sulle sue abitudini sessuali, iniziando anche a toccarla in modo ambiguo nelle parti intime e chiedendole di dirgli quando avrebbe raggiunto il piacere. Il tutto si sarebbe svolto in maniera così improvvisa che la giovane, per giunta alla sua prima visita ginecologica, non avrebbe avuto il tempo di reagire. Dopo essere uscita dallo studio medico ancora sotto choc, si é confidata con delle amiche, tra cui una psicologa, e dietro loro consiglio ha deciso di sporgere denuncia.
Dalle indagini condotte dagli uomini della Questura e coordinate dal pm Irina Grossi, é risultato che almeno altre due giovani, sempre di origine straniera, sarebbero state vittime della medesima violenza da parte del dottore. Il modus operandi, anche negli altri due casi appurati dagli investigatori, é stato lo stesso: vittima giovanissima, straniera e alla prima visita ginecologica, colta di sorpresa e senza nemmeno il tempo di poter dare il proprio consenso a quanto stava accadendo.
E non sarebbero nemmeno episodi isolati, dato che, come ha spiegato la dirigente della Squadra Mobile Silvia Passoni, già dagli anni 90 in città si vociferava dei modi un po’ troppo particolari usati dal ginecologo durante le sue visite.
Alla luce di tutto questo, lo scorso venerdì 27 settembre, al medico é stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, firmata dal gip Giulia Pravon, con l’accusa di violenza sessuale aggravata. Il dottore ha ovviamente respinto ogni accusa dichiarandosi innocente.
Gli investigatori lanciano ora un appello ad altre possibili vittime, affinché denuncino quanto accaduto, con la sicurezza di una riservatezza necessaria in questi casi così delicati, di cui é comprensibilmente difficile parlare, per le donne che hanno subito violenza.