Novara: infastidivano con burle i passanti, identificati dagli Agenti della Polizia Municipale

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img_2145Questo pomeriggio, intorno alle ore 17:15, presso il “Parco dei Bambini” di Novara, un gruppo formato da una quindicina di ragazzi stranieri, tutti maschi, stazionavano sull’area adiacente la fontana e, considerata l’esuberanza adolescenziale, stuzzicavano i passanti. Genitori con ragazzini piccoli, nonni con nipotini ed anche signorine della loro età che attraversavano il parco. Lamentele e malcontento erano stampati negli occhi di tutti fino a quando, in pochissimi minuti, circa 5 dall’inizio dei disagi creati dai giovani, giungevano sul posto due pattuglie della Polizia Municipale. La prima si dirigeva in modo deciso verso il gruppo, mentre la seconda parcheggiava fuori dall’ingresso principale.  Da quest’ultima scendevano due Agenti a supporto della prima, i quali si occupavano di percorrere le zone più periferiche dell’area.  Alla vista dei Vigili Urbani, immediatamente qualcuno si allontanava mentre, la maggior parte dei giovani che, forse per paura, divenivano “agnellini”, non intravedendo altre possibilità di evadere la zona, rimanevano fermi lì. “Identificati dieci minori non accompagnati, ospiti delle strutture di accoglienza novaresi”, dichiara l’Assessore alla Sicurezza, Mario Paganini, ” i ragazzi cercavano di impegnare il tempo senza eccedere in comportamenti lesivi verso nessuno ma abbiamo effettuato gli accertamenti previsti in questi casi, tempestivamente, redarguendoli solo verbalmente”, conclude il Responsabile della sicurezza comunale.

Auguriamo un buon lavoro a tutto il Corpo di Polizia Municipale, accorso oggi, seppur in un caso di normale e semplice controllo, in tempi di intervento brevissimi, riportando la situazione alla normalità e rasserenando tutti gli abituali frequentatori del parco, quali si sono sentiti protetti e tutelati. Frequento questo parco da circa tre anni quasi tutti i giorni”, dichiara un giovane papà di due bambini, “ma qui dentro ne sto vedendo di tutti i colori. Oggi, finalmente, sono stato testimone di un’operazione tempestiva che mi rasserena tantissimo. Non possiamo portare qui i nostri figli dovendoci preoccupare di cosa possa accadere accanto, siamo genitori e non poliziotti e ritengo che questo luogo debba tornare ai “bambini”, altrimenti perchè chiamarlo così?”   

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