Più focolai di rissa ieri sera nel centro storico novarese. Grande impegno del reparto Volanti della Polizia di Stato.

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I fatti

E’ quasi la mezzanotte di ieri sera, venerdì 11 giugno ed in pieno centro storico, nell’area compresa tra la Posta Centrale ed il Parco dell’Allea, sono stati riscontrati tre focolai di rissa tra giovani in situazioni contemporanee. In pochi minuti, sul posto, sono intervenute quattro volanti della Polizia di Stato e la sola presenza degli Agenti è bastata a disperdere i partecipanti a tali baruffe. Nei minuti successivi altri episodi simili hanno impegnato ulteriori pattuglie nelle adiacenze dei suddetti luoghi.

Fenomeno dilagante

Il nostro blog ha verificato sul posto gli avvenimenti che hanno caratterizzato l’ennesima serata di movida ove certi comportamenti, sicuramente dettati dall’eccessivo consumo di bevande alcoliche e dalle droghe leggere, divenuti all’ordine del giorno, quasi tutti i venerdì ed il sabato. Dilagante è la moda del “fuori controllo”, della consueta sfida alle Forze dell’Ordine le quali svolgono un eccellente lavoro sul territorio novarese tra molteplici difficoltà nel gestire chi disconosca il rispetto per l’autorità e la divisa. Dilagante è di certo l’abitudine di rientrare a casa dopo aver lasciato per terra “tappeti” di bicchieri, cannucce e rifiuti di ogni genere. Menefreghismo e cattiva educazione dei tanti fanno si che, anche i giovani osservanti le regole, siano in una posizione di vulnerabilità non solo relativamente la possibilità di venire aggrediti per futili motivi, ma anche di redarguire gli incivili che, ormai, spadroneggiano le proprie “notti brave”. Nonostante il lodevole operato delle Forze dell’Ordine, le stesse, non hanno i numeri per potersi trovare ovunque e contemporaneamente.

Perchè? L’opinione di Alessio Marrari

«Gang, vandalismo e giovani che agiscono in gruppo, sono il palcoscenico standard del disadattamento giovanile in tutte le sue forme e sfaccettature. Gli adulti e tanti genitori hanno perso di vista il disagio individuale, relazionale e sociale che avvolge molti ragazzi durante la crescita caratterizzata da noia, vuoto di valori e dall’assenza, in molti casi, di punti di riferimento come sono sempre state la famiglia e la scuola. Ai giovani di oggi non manca niente, eppure non non c’è nulla che che a loro basti. Mi chiedo se padri e madri siano consapevoli di tale comportamento dilagante, oppure se non sia loro conveniente ammettere che in tanti abbiano superato il limite e che avrebbero dovuto pensarci prima. Facile sentenziare con il termine “ai miei tempi” potrebbe obiettare il buonista di turno ma, ai mei tempi le trasgressioni esistevano tra gli adolescenti, però c’era sempre un confine, un limite che quasi nessuno superava o forse si era solo più furbi ma consapevoli che bastasse un attimo per rovinarsi per sempre. Oggi no, tutto è permesso, come tutto è preteso con arroganza, violenza e disconoscimento totale delle norme basilari di educazione nelle relazioni e nel civico rapporto con la collettività. La violenza è all’ordine del giorno, per non parlare delle sfide verso se stessi e verso lo Stato. Non mi si dica che è l’incoscienza a dettare la nascita di episodi come quelli suddetti. Nella maggior parte dei casi i fautori sanno benissimo cosa stiano per combinare, oserei dire che certe bravate se le vadano proprio a cercare per ingannare la noia. Vi pare normale filmare un Poliziotto o un Carabiniere che sta svolgendo il proprio lavoro per poi diffondere le immagini sui social? Se così fosse suggerirei di rimettere ordine ai concetti educativi dando delle priorità al concetto di libertà. Sono sempre stato abituato a non scordare mai il detto che esprime chiaramente «la libertà di un individuo termina quando sta per invadere quella degli altri». E’ forse sbagliato un concetto così chiaro e comprensibile da tutti i livelli di cultura? Ma probabilmente non conviene o non piace adeguarsi alla civiltà. Quando decidono di superare il limite non hanno nessun freno, diventa tutta un’escalation di danni, come mettere benzina sul fuoco. E le responsabilità? A mio avviso sono senza ombra di dubbio dei genitori, sempre più impegnati a fare altro mentre i figli sono abbandonati al proprio destino e poi cadono dalle nuvole quando devono assumersi o riconoscere le proprie consapevolezze. Molto comodo! Fare il genitore non significa evitare che bevano un bicchiere con gli amici o che fumino una sigaretta, ma tenerli lontani da frequentazioni sbagliate, miccia sistematica di esplosioni comportamentali esagerate. E la scuola? Che ruolo dovrebbe avere e che responsabilità ha in questa piega o meglio, piaga? Ritengo che sia proprio la scuola a dover includere, preoccupandosi di battersi nella direzione dei più deboli caratterialmente. Facile fregiarsi di alunni meritevoli da dieci, è un bene che esistano ma dedicarsi a salvare i più disagiati ed anche a tutti i costi? Combattendo il sistema, utilizzando metodi non convenzionali o emulando il buon John Keating? Quello la scuola a mio parere non lo fa. E’ più importante coltivare il proprio orticello terminando di corsa i programmi per non farsi cogliere in fallo. Scusate cari lettori ma le mie opinioni non le mando a dire, le scrivo ritenendomi parte di un sistema democratico e di libertà. Ma mi fermo qui, non vorrei urtare la vostra. Impariamo a riconoscere il grido d’aiuto che gli adolescenti stanno lanciando mediante episodi spesso tradotti da articoli di cronaca locale, peraltro sempre più violenti e discutibili».