Propaganda e media pilotati a sconsacrare il massacro di Buča.

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di Alessio Marrari

Una guerra senza regole, onore e dignità militare. Sparare sui civili, soprattutto anziani, donne e bambini, bombardare palazzi, colpire con i missili ogni cosa è una manovra in cui qualsiasi valore umano viene annientato. Da un lato la grande resistenza ucraina con armi molto meno efficienti, incapaci di fermare aerei, missili e bombe, dall’altra l’offensiva dell’esercito regolare russo pilotato dalle scelte scellerate di un Putin ormai fuori controllo, leader che arroga diritti sul territorio che sta distruggendo un pezzo alla volta. La domanda è, ma i popoli russo, ucraino, europei d’occidente e d’oriente, vogliono una guerra nel 2022? La gente desidera solo vivere in pace ed a causa delle manovre politico/economiche internazionali è costretta a sopportare la peggio in fatto di morte, distruzione, fame e miseria, mentre i signori che governano gli stati cercano compromessi ben vestiti ed accomodati a tavoli che fino ad oggi non hanno condotto ad alcuna soluzione se non quella di sdoganare propaganda, la stessa più vicina alla propria fede ideologica. Perlomeno nei luoghi regolati da democrazia, per l’esattezza Europa tutta, Stati Uniti, paesi d’occidente è possibile esprimere la propria opinione sia nei bar che all’interno di trasmissioni mediatiche televisive, radiofoniche, scrivere per giornali, blog, utilizzare i social network, rivolgendosi a qualsiasi pubblico mediante condivisione delle proprie idee, persino in maniere contraddittorie. Ieri vengono diffusi da tutti gli organi di stampa e non solo, anche da cittadini ucraini, giornalisti inviati di guerra e blogger, le immagini relative ad un massacro: quello di Buča, cittadina alle porte di Kiev ove, dopo il ritiro delle truppe russe, sono stati rinvenuti cadaveri in ognidove. Una situazione addirittura paragonata al massacro del mercato di Sarajevo, episodio che, nel 1995, spinse la NATO ad intervenire. Si parla di genocidio e di forte convincimento delle truppe ucraine a resistere ulteriormente anche per desiderio di vendetta. Come è stato affrontato l’argomento dai media russi? La Russia chiede una riunione del Consiglio di sicurezza dell’ONU che probabilmente avverrà oggi 4 aprile, respingendo categoricamente tutte le accuse. Durante la trasmissione a conduzione di Massimo Giletti, andata in onda su La7, nella serata di ieri, il giornalista russo Alexey Bobrovsky sconfessa il massacro di civili affermando siano stati “gli ucraini ad uccidere i propri connazionali”, testuali parole agghiaccianti pronunciate in TV che hanno fatto infuriare parecchi utenti su twitter e gli altri social. Tale dichiarazione ha fatto infuriare il reporter ucraino Vladislav Maistrouk, professionista che, sul campo di battaglia, descrive quotidianamente tutti gli orrori riscontrati sulla popolazione, ormai considerato in Italia il portavoce ufficiale del proprio paese, il quale ha detto in diretta a Bobrovsky: “ridi finchè puoi, per tutti coloro che sono i mandanti, per tutti i propagandisti e gli esecutori dei crimini contro i civili ucraini, dovete avere paura fino all’ultimo giorno della vostra misera esistenza, ridi finchè puoi, poi non riderai più, abbi paura fino alla fine dei tuoi giorni, perchè noi vi troveremo tutti e come ha fatto Israele nel ’72 troveremo tutti e li puniremo, capirete la lezione di Dostoevskij del delitto e del castigo, quindi ridi finchè puoi”, mentre il collega russo continuava a ridere lui in faccia, con l’atteggiamento di coloro i quali stiano ascoltando una bugia. Come dimenticare la giornalista russa Marina Ovsjannikova, arrestata per aver inscenato una protesta contro la guerra mentre andava in onda il tg nazionale russo della sera? Donna condannata a pagare un multa di 30 mila rubli e rilasciata dopo un interrogatorio di 14 ore, svolto in totale isolamento e che nel prossimo futuro rischia fino a 8 anni di carcere per aver fatto cosa? Esposto un cartello che condannava la guerra, esprimendo la propria opinione pacificamente. Medesima situazione che ha registrato oltre 4500 arresti in 60 città russe, ove i cittadini nelle stesse modalità sopra descritte, esprimevano contrarietà al conflitto bellico in atto. Ma le tv ed i media di Putin non trasmettono alcun dato sulle innumerevoli vittime civili ucraine, su giornali e telegiornali non vi è minima traccia. Raccontano invece che in Donbass, nelle città di Luhansk e Donetsk, siano loro colpiti dal fuoco bellico ucraino, mentre il proprio esercito è impegnato in missioni umanitarie, condannando Zelensky ritenuto un presidente illegale, metodo tipicamente dittatoriale nelle fattezze ad opera di un Putin che non ha la minima spina dorsale di raccontare la verità al proprio popolo, indottrinato da notizie false. Qui non si tratta di schieramenti o idee politiche ma di sconsacrare e condannare ogni forma di guerra. Siamo nel 2022 ed ogni anno i cittadini partecipano a “giorni della memoria”, dove la storia insegna che bombe, missili e proiettili uccidono e da quelli non è poi più possibile tornare indietro. La storia racconta di tragedie e strascichi irreversibili, di sofferenze, stenti e dolore. Lo ricordi Putin ed anche il giornalista Alexey Bobrovsky, ospite ieri sulla tv italiana il quale rideva e negava ogni morto, asserendo eresie delle più folli, come se l’Italia entrasse in guerra contro un altro paese invasore ed i nostri soldati uccidessero i propri cittadini. Ridicolo Bobrovsky!