Prosegue “Memorie Russe” – Lunedì 1 dicembre si affronta Turgenev.

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Bacci e Bucciardini a lezione

Bacci e Bucciardini a lezione

Appuntamento con gli attori Daniele Bacci e Leonardo Bucciardini della Compagnia Venti Lucenti, il mattino al liceo “Felice Casorati” e il pomeriggio sul palco del Teatro Coccia, per entrare nell’atmosfera de “Il Canto dell’amore trionfante”. Novara 25 Novembre 2014. Nuovo appuntamento con la rassegna “Memorie Russe”, percorso letterario condotto da Leonardo Bucciardini e Daniele Bacci della Compagnia Venti Lucenti di Firenze e inserito nel progetto “Cultura e Aree Urbane – Sistema Culturale e Casa Bossi”, finanziato da Fondazione Cariplo. L’Assessorato alla Cultura del Comune di Novara e la Fondazione Teatro Coccia, in collaborazione con la Biblioteca Civica Negroni, promuovono cinque incontri per restituire “nuova vita” ai classici della letteratura russa. Cinque incontri che, in realtà, raddoppiano poiché constano di un appuntamento al mattino con le scuole e uno, lo stesso giorno, il pomeriggio, aperto a tutti, in luoghi “speciali” della città. La rassegna fa parte dell’azione di progetto “La città a portata di mano” che vuole promuovere attività culturali e artistiche di qualità e mettere in rete servizi che già esistono, oltre a farne nascere altri nuovi. Per rendere la Cultura una Cultura più vicina alle persone e renderla “popolare” nel senso più positivo del termine.  Dopo il primo appuntamento di Lunedì 24 novembre con Guerra e Pace e Tolstoj, Daniele Bacci e Leonardo Bucciardini sono pronti a tornare “in scena” con un nuovo testo protagonista. Lunedì 1 Dicembre 2014 sarà, infatti, Il canto dell’amore trionfante di Ivan Turgenev l’argomento dell’incontro; alle 10.30 con gli allievi del Liceo Artistico, Musicale e Coreutico “Felice Casorati” mentre, alle 17.30, in un momento aperto a tutti, sul “terreno” calcato dagli artisti più importanti che hanno transitato in città, ossia il palcoscenico del prestigioso Teatro Coccia. Esperienza resa ancora più affascinante dal fatto che il pubblico entrerà in teatro proprio dall’ Ingresso Artisti in Largo Puccini. L’occasione unica avrà un’ulteriore valenza poiché diverrà opportunità per comprendere più a fondo il testo che come opera in due atti ispirata al racconto, Venerdì 12 dicembre alle 20.30, andrà in scena con libretto, musica e regia di Paolo Coletta, proprio al Teatro Coccia di Novara in prima esecuzione assoluta. L’ingresso agli incontri del pomeriggio è libero e gratuito (quelli del mattino sono riservati alle scuole).  Per informazioni Biblioteca Civica Negroni: 0321 3702800. Daniele Bacci e Leonardo Bucciardini – La Compagnia Venti Lucenti , compagnia fondata e diretta da Manu Lalli, nasce formalmente oltre venti anni fa dall’esperienza di alcuni professionisti del teatro, dell’educazione e della formazione. Fin dalla sua nascita si è sempre occupata di Teatro, educazione/formazione di promozione socio-culturale e musicale, collaborando all’organizzazione di molteplici attività con enti pubblici e privati. Il filo rosso che ha legato le diverse attività è da individuarsi senz’altro nell’attenzione rivolta alla promozione di una cultura di pace e di tolleranza, basata sul riconoscimento delle diversità, ma anche delle grandi potenzialità di espressione e di comunicazione di tutti. Le messe in scena di Venti Lucenti, siano in prosa o in lirica vedono la partecipazione annuale di migliaia di artisti (spesso in scena contemporaneamente) per i quali il numero non è un limite, ma una risorsa sia perché permette a chiunque di calcare le scene sia perché trasmette agli attori il senso di un lavoro epico, sempre teso alla rappresentazione simbolica dei grandi archetipi dell’immaginario collettivo. Venti Lucenti partecipa da anni al Festival del Dramma Antico di Siracusa e a scambi artistici teatrali e musicali con moltissime realtà europee e internazionali (Sarajevo – Erevan, Budapest, Varsavia, La Havana). Da oltre dieci anni si è specializzata in progetti di formazione legati alla musica lirica, collaborando con la Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino nella realizzazione di progetti di promozione dell’opera lirica, con l’Accademia di Santa Cecilia di Roma nell’allestimento di performance con giovani cantanti e orchestra, con il Teatro Massimo di Palermo e con L’orchestra della Toscana nella realizzazione di opere liriche e spettacoli musicali rivolti ai bambini. L’idea che informa il lavoro sulla lirica è che la musica sia parte integrante e inscindibile della crescita culturale e civile della società, nonché segno indelebile della nostra identità. Dal 2010 Venti Lucenti è associata a RESEO Network per la divulgazione dell’Opera lirica in Europa. I Luoghi – Lunedì 1 Dicembre 2014 – Il palcoscenico del Teatro Coccia . Il primo teatro di Novara fu eretto su progetto dell’architetto pontificio Cosimo Morelli e fu inaugurato nel 1779. Con il passare degli anni, la struttura non si rivelò più adatta: il palco era poco capiente e male si adattava ai nuovi melodrammi, agli spettacoli circensi e di burattini tanto amati dalla classe borghese. Inoltre la città, in continua evoluzione, esigeva nuovi simboli dopo la Cattedrale e della Cupola di San Gaudenzio. Per questo motivo, nel 1853-55 fu costruito il Teatro Sociale che da subito entrò in competizione con quello più antico, poichè i due teatri rappresentavano perfettamente la dicotomia della società del tempo, divisa tra la compassata aristocrazia legata alle tradizionali rappresentazioni liriche e l’esuberante borghesia cittadina. Nel 1880 l’amministrazione comunale stabilì l’acquisto del Sociale e del teatro morelliano, che già dal 1873 aveva assunto la denominazione di Teatro Coccia, in onore di Carlo Coccia, celebre maestro di cappella del Duomo di Novara. L’intento era, infatti, quello di sostituire entrambi gli edifici con un nuovo teatro e, per favorire questo procedimento, si sciolse la Società dei Palchettisti del Coccia. Nel 1881 l’architetto Giuseppe Oliverio, su iniziale progetto di Andrea Scala, rivide il piano di costruzione del nuovo stabile che inizialmente avrebbe dovuto sorgere di fianco al Castello in Piazza Rivarola. Negli stessi anni il consigliere comunale Andreoni avanzò l’idea di ristrutturare il Sociale, ma l’amministrazione precisò che solo uno dei due progetti sarebbe stato approvato. Nel mentre si riformò la Società dei Palchettisti, coordinata dal marchese Luigi Tornielli, sindaco di Novara, che spinse per l’edificazione del nuovo Coccia; la presa di posizione del Tornielli fu fondamentale e la commissione istituita dal Comune scelse di attuare il progetto dell’architetto Oliverio. Per far fronte ai costi il Comune concesse l’area del vecchio Coccia per l’edificazione e 220.000 lire per la costruzione; le restanti spese sarebbero state coperte collocando 49 azioni da 5.000 lire cadauna. Nel 1886 ci fu la posa della prima pietra del nuovo teatro, costruito anche con il materiale del precedente edificio che venne demolito quasi completamente. Il 22 dicembre 1888 fu inaugurato con l’opera “Gli Ugonotti” di Meyerbeer diretta da un giovanissimo Arturo Toscanini che rimase così piacevolmente colpito da quell’esperienza da scrivere, ormai in tarda età, in una lettera al suo pupillo novarese Guido Cantelli: “Unirò il mio applauso a quello dei tuoi concittadini che ti onorano, forse, in quel teatro che io, non ancora ventiduenne ebbi l’onore e il piacere d’inaugurare nel carnevale 1888-89… Oh! Il bel tempo che fu!!!”. Il nuovo teatro sostituì, nell’immaginario dei novaresi, il precedente edificio settecentesco. Esso occupava un’area quattro volte maggiore ed era orientato diversamente rispetto al vecchio Coccia, con l’entrata sull’attuale via Fratelli Rosselli anziché sull’odierno largo Puccini. La facciata principale, con primo piano in stile dorico e i successivi in stile ionico, fu circondata da un porticato in granito rosa di Baveno. L’esterno fu dipinto di color grigio granito. L’atrio con pavimento a mosaico fu abbellito anche da quattro colonne di ghisa e altrettante nicchie contenenti i busti di Giuseppe Verdi, Vincenzo Bellini, Gioacchino Rossini e Gaetano Donizetti; in platea furono posizionati i busti di Saverio Mercadante e di Carlo Coccia. Ancora oggi la grande sala interna, a ferro di cavallo, ha tre ordini di palchi, al di sopra dei quali vi è la galleria. I palchi, con decori rinascimentali, sul retro potevano contare su camerini privati e retropalchi. Per far fronte agli allora popolari spettacoli equestri che necessitavano di ampi spazi, il palcoscenico era di grandi dimensioni (16 m. per 23 m.) e aveva un’area centrale mobile, nonché delle aree di servizio nascoste. Il progetto di Giuseppe Oliverio, per ragioni di bilancio, fu completato solo nel 1928. Nello stesso anno il teatro Sociale fu demolito per fare posto al palazzo delle poste: il Coccia consolidò così la sua importanza e divenne il simbolo per eccellenza della vita culturale dei novaresi.