Quale luce in fondo al tunnel?

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di Alessio Marrari

Dopo un anno di COVID-19 sono diversi gli scenari su cui zoomare, il Paese brancola nel buio più profondo in tutte le sfere di intervento. Da una parte il lavoro di medici, infermieri e personale sanitario, i quali descrivono situazioni critiche, quasi apocalittiche all’interno delle strutture ospedaliere, dall’altra imprenditori, liberi professionisti e cittadini esausti dai provvedimenti che hanno palesemente alienato ogni forma di ripresa economica o semplice socialità. Si parla di ristori ormai da mesi ma, come sembra, accessi e modalità risucchiano contribuenti ed aziende in baratri burocratici incredibilmente difficili da bypassare, salvo non ci si rivolga a professionisti della consulenza. Se nei mesi scorsi si sia assistito a manifestazioni di protesta, ove molteplici categorie esprimevano i propri disagi, oggi, le stesse, sembrano assuefatte da un sistema invalicabile, su cui, periodicamente, interviene un nuovo esecutivo che, solo poche settimane fa, aveva tutte le intenzioni di sezionare, a detta loro, “chirurgicamente”, le aree geografiche definite critiche per i contagi, mentre, oggi, il risultato volge a restrizioni di colore rosso (arancione/arancione scuro) per intere regioni italiane. Un altro fronte riguarda i vaccini, ove le critiche degli italiani hanno percorso l’intera Penisola, nel merito della lentezza, della conflittualità di scelta sulle priorità di somministrazione e persino sulle “marche”, oltre che sulle chiacchiere relative gli effetti collaterali. Al solito parlamentari ed esecutivi procedono strumentalizzando news ed eventi per darsi battaglia mediante l’utilizzo di slogan da campagna elettorale, mentre gli umori dei cittadini alternano scoramento a sfiducia nei confronti di una ripresa che sembra sempre un obiettivo lontanissimo. Con il massimo rispetto verso chi svolge attentamente il proprio lavoro, una considerazione va evidenziata: la nostra economia è morta, mentre le multinazionali si arricchiscono approfittando del momento che ci vede inermi ed incapaci di capire sul come si possa “inventare” o meglio, identificare, una via d’uscita proponibile, mentre continuiamo a rispettare regole spesso inadeguate, accostabili ad abili improvvisate manipolazioni della libertà personale dell’individuo. Dopotutto, gli italiani stanno dimostrando responsabilità, a prescindere dall’essere d’accordo o meno su decreti, leggi e regole imposte. Non ci rimane che attendere quella luce in fondo al tunnel che ancora non si vede.