Riceviamo e pubblichiamo da un cittadino che racconta il proprio disagio vissuto presso gli uffici del PRA.

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Emanuele Scarselletta sul tema della disabilità.

“PREMESSA
In data 20 aprile 2018 lo scrivente si recava presso gli uffici ACI di Novara (NO), via Rosmini nr 36, al fine di assumere informazioni relative ad una successione di proprietà post mortem riferita alla auto del proprio Papà deceduto improvvisamente in data recente. Ivi giunto chiedevo al personale se esisteva una corsia dedicata agli invalidi. Un impiegato prontamente si adoperava, pur rappresentando che non esisteva nulla di riservato agli invalidi, nel riferire che in questi particolari casi era sufficiente chiedere nello specifico e non ci sarebbero stati problemi. Successivamente così è stato positivamente riscontrato senza difficoltà alcuna.
FATTO
In data 30 aprile 2018 lo scrivente si recava presso gli uffici del PRA di Novara (NO), via Rosmini nr 36, adiacenti a circa un metro da quelli dell’ACI di cui alla premessa, per effettuare un passaggio di proprietà a seguito della vendita dell’auto sopra citata.
Ivi giunto incontravo l’acquirente del mezzo, già in possesso nel numero salva coda, il quale riferiva che c’era da aspettare un po’ di tempo causa numerose persone in attesa. Mi avvicinavo all’erogatore automatico dei numeri salva coda per cercare quello dedicato agli invalidi, come di solito accade negli pubblici uffici ovvero uffici dedicati al pubblico in generale, ma con mio stupore rilevavo solamente tre voci: Informazioni, Pratiche auto, Operatori professionali. Notavo nell’anticamera un impiegato seduto ad una scrivania, palesemente non impegnato in nessuna attività d’ufficio, per cui chiedevo se c’era una corsia dedicata agli invalidi precisando che avevo mia mamma anziana ed invalida, con problemi di mobilità, che era rimasta in auto. Lo stesso, con chiara insufficienza, mi rispose che non ne sapeva nulla e che se volevo informazioni dovevo prendere il numero rispettivo alla voce informazioni. Per la tematica trattata, a mio modesto parere, quel dipendente si sarebbe dovuto almeno alzare in piedi per rispetto nei confronti delle persone invalide o quanto meno fornire un miglior rapporto cittadino/utente indipendentemente dal ruolo che poteva in quel momento ricoprire. Allibito da tale indifferenza mi vedevo obbligato, mio malgrado, ad attendere il turno sorvegliando inoltre mia mamma che è dovuta rimanere in attesa in auto, sotto al sole, per circa 45 minuti. Preciso che nell’attesa mi sono passati avanti ben tre operatori professionali. Nella sala d’attesa si notano alcune pubblicità tra cui: “mettiamoci la faccia” con logo della Repubblica del Ministero per la P:A.e l’Innovazione, un altro con la dicitura: “ACI per il sociale”, servizi per le utenze deboli” ed una stampa con l’indirizzo per il sito web www.up.aci.it/novara/ a firma del Direttore. 
In questo sito si legge alla voce Mobilità & Disabili: “Queste pagine informano su agevolazioni e servizi sulla mobilità in favore dei cittadini disabili e dei loro familiari. Per ogni tema troverete i riferimenti locali e la normativa nazionale. È un’iniziativa intrapresa dall’ACI per facilitare l’accesso alle informazioni sui benefici per la mobilità, conoscere la normativa che li regolamenta e trovare le indicazioni pratiche su dove e come richiederli” ma non specifica che un disabile non ha corsie dedicate.
CONCLUSIONE
L’episodio rappresentato (con tanto di testimoni), fortunatamente non ha avuto conseguenze sulla salute di mia mamma, persona di ottanta anni, invalida riconosciuta al 100%, che ha subito un recente ed improvviso lutto del marito, in stato di aggravamento di cui la domanda presentata presso gli enti competenti, è un chiaro esempio di negligenza ovvero trascuratezza nei confronti delle persone più deboli e nella fattispecie delle persone disabili.
Non desidero entrare nel merito di norme o Leggi, si tratta solo di buon senso.
Auspico che nel tratto a venire non vi siano persone disabili che debbano subire queste gravi mancanze e che chi di dovere si prodighi al fine che tali vergognosi episodi non si ripetano.”