Sabato scorso, presso la libreria “La Talpa” di Novara, “l’homeschooling” con Erika Di Martino

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di Gabriella Depaoli

homescooling libreria la talpa novaraIn Italia, secondo la Costituzione, è obbligatoria l’istruzione, non la scuola. L’Homeschooling o educazione parentale si fonda proprio su questo principio e prevede siano i genitori ad occuparsi attivamente ed in prima persona ( o tramite tutor) dell’istruzione dei propri figli. Sono sempre più numerosi infatti i genitori che non riescono più a riconoscere un ruolo formativo positivo nella scuola così come strutturata oggi e disapprovano programmi e metodi didattici considerandoli vetusti e poco inclini ad uno sviluppo individuale rispettoso delle peculiarità e competenze di ciascun bambino. In Europa e in America sono centinaia di migliaia le famiglie che hanno optato per questo genere di scelta educativa; in Italia, nel paese della Montessori, il fenomeno è “paradossalmente” arrivato con qualche anno di ritardo ma sono già migliaia gli homeschoolers. Questo genere di istruzione ovviamente genera reazioni eterogenee: c’è chi lo denigra e lo critica aspramente sottolineandone gli aspetti negativi, chi ne è incuriosito e chi invece ritiene sia l’unica vera soluzione per far crescere i propri figli e istruirli in modo adeguato. Anche i più scettici devono però ricredersi sull’efficacia dell’istruzione parentale di fronte ai dati che dicono che in media i bambini e ragazzi Homescoolers sono più preparati rispetto ai loro coetanei, arrivando prima e con successo alla laurea e ad un impiego lavorativo soddisfacente.

Erica di Martino, Fondatrice dell’Homeshooling in Italia ( mamma di quattro figli), vanta numerose presenza presso testate  televisive e giornalistiche nazionali, è autrice del libro “homeschooling” e Sabato 15 Novembre presenterà presso la Libreria La Talpa illustrando in una conferenza gratuita, aperta al pubblico, proprio in cosa consiste fare homeschooling, quali sono gli adempimenti burocratici, gli svantaggi e i vantaggi che una scelta di questo genere comporta. Noi l’abbiamo intervistata in anteprima e possiamo quindi anticiparvi alcuni degli argomenti che verranno trattati.

Come mai ha scelto di fare Homescooling?  “Sono insegnante e ho potuto così sperimentare in prima persona da educatrice  che “il sistema scuola” non mi soddisfaceva , sperimentandolo nuovamente, da mamma, con il nostro primo figlio. Fu dopo il suo primo anno di asilo che mio marito ed io decidemmo di volere per lui e i nostri figli un altro genere di istruzione, personalizzata. Con il rapporto uno a uno l’apprendimento è naturale, gioioso, autonomo e molto più efficace e veloce. Nella scuola tradizionale ritmi, tempi, materie, programmi sono omologati e standardizzati , l’insegnate si rivolge a 20 o 30 alunni contemporaneamente ei ragazzi devono passivamente assimilare”

In che cosa consiste l’Homeschooling  “ in una educazione libera ma non per questo inefficace. Ogni famiglia sceglie il metodo che più le si addice. C’è chi segue i programmi ministeriali a casa, chi il metodo Montessori o di Steiner, c’è chi invece intepreta l’homeschooling in modo più destrutturato e così non ci sono lezioni, compiti, interrogazioni, la matematica, la storia, la letteratura, le lingue, le scienze ecc. si imparano camminando, leggendo, giocando, vivendo, seguendo e incoraggiando le naturali curiosità e inclinazioni dei bambini. Io trovo che questo approccio sia splendido, perché si tratta di un’occasione meravigliosa per ampliare la propria conoscenza insieme ai propri figli e se non ci si sente abbastanza competenti in qualche materia ci si può appoggiare a tutor esterni”

 Non si corre il rischio di non far socializzare i bambini e di crescerli  in un ambiente iper protettivo generando poi debolezze nell’affrontare il mondo esterno?
«Assolutamente no. Primo perché non credo a scuola si impari a socializzare. Poi perché hanno altri ambiti in cui sperimentano il confronto con gli altri. Fanno molte attività, molti sport. Personalmente credo che la realtà “ovattata” sia quella che si trova tra le quattro mura di una classe, e non quella che si vive facendo homeschooling. La scuola rappresenta un mondo artificiale, un luogo che è impossibile trovare nel quotidiano di chiunque che non sia soggetto ad essa. I bambini che non passano la propria giornata relegati in una classe, hanno la possibilità di confrontarsi con la società vera, quella di noi adulti, senza limiti o restrizioni. Non devono aspettare di avere “l’età giusta” per diventare cittadini attivi al 100%, essi lo sono da subito e, da subito, hanno pericoli, problemi e sfide da affrontare, come chiunque altro. Inoltre, i “punti di vista” che si trovano in una classe, saranno sempre meno di quelli che si trovano nel mondo reale. Purtroppo si tende a immaginare i bambini educati a casa come il riflesso dei bambini istruiti a scuola, semplicemente trasposti in un ambiente domestico, che per alcuni risveglia ricordi di iperprotezione. Nulla di più falso, l’educazione parentale (come la intendo io) è un nuovo modo di educare che non ha nulla a che vedere con la scuola e che pone il bambino al centro della propria vita, come protagonista, nel bene e nel male.

In sintesi quali sono i  benefici dell’Educazione Parentale?

“ sono innumerevoli, citandone i più importanti direi che essa salvaguarda l’unità e il benessere della famiglia, rafforzando i legami tra i suoi componenti. Inoltre permette di imparare seguendo il proprio ritmo, creando un’istruzione personalizzata dove abilità e concetti possono essere introdotti al momento giusto. La famiglia non dovrà far rientrare le proprie attività nei tempi dettati dalla scuola e si eviteranno tutti quei litigi legati allo svolgimento dei compiti a casa e le preparazioni delle interrogazioni fino a notte inoltrata. Inoltre, l’homeschooling incoraggia il bambino ad organizzarsi autonomamente, e a scoprire quindi le proprie passioni e i propri talenti precocemente, diventando così responsabile del proprio percorso di vita da subito. Infine, non mandando i figli a scuola si è liberi di stare all’aperto a lungo, esplorando il proprio vicinato o viaggiando lontano. Stare in contatto con la natura è decisamente più sano che passare gran parte della propria giornata in stanze sovraffollate, spesso troppo fredde o troppo calde, e porta ad essere in sintonia con se stessi e i propri bisogni. Pensate che bello non doversi più svegliare all’alba per rincorre il pulmino giallo, ma dormire fino a quando il nostro corpo lo ritiene sufficiente! la qualità della vita è una cosa seria.

La felicità è il messaggio principale dell’homescooling.”

Di questo e di molto altro si parlerà sabato 15 Novembre.