Serena Fiocchi

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Nacqui, e l’uso del passato remoto non è un caso, il 5 novembre del 1953 a Novara. Mio padre Fausto si considerava di Cervia (sua mamma era figlia di un Lucchi e di una Casadei, ovvero di sangue romagnolo doc) perché lì trascorse infanzia, adolescenza e giovinezza fino alla partenza per la guerra. In realtà era nato a Ortona, in Abruzzo, paese della sua nonna paterna, la maestra Faustina che sposò quel bell’Enrico Fiocchi, carabiniere arrivato da Lambrate. Mia mamma Mariuccia era invece nata a Cameriano, ma il suo cognome Arzanità e l’anemia mediterranea in forma minore che mi ha trasmesso testimoniano un’ascendenza sarda. Può darsi che un Arzanita, soldato del Regno di Sardegna, si sia visto francesizzare il cognome con l’accento finale prima di iniziare a riprodursi in terra novarese. Tutto questo per far capire quanto il mio dna sia variegato. Timida (oggi non più e ne ho leprove) figlia unica, ho vissuto un’infanzia coccolata e protetta, ho frequentato la scuola con successo fino alla laurea in Giurisprudenza e ho sempre desiderato fare la giornalista dopo che il mio sogno di diventare un’étoile della danza classica si è infranto contro tre scogli: i piedi troppo lunghi, l’abbondanza mammellare e l‘agilità di un baccalà. Non speravo proprio di entrare in una redazione, ma il destino e l’allora direttore del Corriere di Novara Marzio Torchio mi hanno aperto le porte della professione. Assunta nel 1977, ho percorso tutti i gradini della carriera fino a diventare direttore nel 2008. Dalla fine del 2014 sono in pensione e mi gusto la gratificazione dei successi, il piacere dei ricordi e la dolcezza del presente. Non ho mai temuto (in verità ho avuto sempre paura soprattutto dei ragni) di affrontare nuove sfide, così sono stata editor esterno per una collana di romanzi d’amore, ho scritto articoli e prefazioni e moderato convegni su qualsiasi argomento, forte della voglia di approfondire e studiare, sempre e comunque. Sarà che sono sempre stata curiosa. Quando Alessio Marrari mi ha proposto di entrare fra i protagonisti del suo blog non ci ho pensato su neanche per un istante. Ecco un’esperienza nuova, una rinnovata occasione di confronto con me stessa, una soddisfazione da aggiungere alle più recenti, l’onorificenza di Maestra del Lavoro e la presidenza di Stampa Club Novara, per cui faccio ancora la ruota come una pavoncella. Ex-pavoncella, per la precisione, perché ora, vista l’età, posso senz’altro definirmi una femmina adulta del vanitoso piumato.

Quindi… grazie dell’opportunità. Ci proverò.

serenafiocchi@cittadinovara.com