Supermercati, in Italia è allarme scaffali vuoti: la situazione

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Di Alessandro Berardi

Novara – Le lancette per un attimo, sembrano tornate indietro di un paio d’anni, quando nel nostro paese, dal Governo, era stato istituito per la prima volta il lockdown, per cercare di contrastare l’emergenza coronavirus.

In quella circostanza, da nord a sud, i supermercati erano stati presi letteralmente d’assalto: code interminabili e scaffali quasi tutti vuoti.

Un supermercato di Novara ai tempi del lockdown

 

Attualmente, a causa della guerra in Ucraina e del tanto annunciato sciopero dei camionisti previsto per domani, tanti cittadini, vivono con la forte preoccupazione di non poter riuscire a reperire con facilità i generi alimentari di prima necessità.

La protesta degli autotrasportatori è legata all’aumento dei prezzi del carburante, che sta mettendo in seria difficoltà il loro settore.

In merito al suddetto sciopero, ieri si è espresso negativamente il collegio di garanzia, per via del “mancato rispetto del termine di preavviso di 25 giorni”.

Nonostante ciò, non è escluso che alcune imprese decidano in maniera autonoma di sospendere il servizio e non far partire i propri camion per la consegna delle merci.

Quest’ultima, è un’eventualità da non escludere, che potrebbe causare qualche problema e disagio.

Recentemente, nel novarese (e non solo), in alcuni punti vendita, prodotti come acqua, sale, zucchero, pasta, olio di semi e farina erano addirittura introvabili.

Vista la delicata situazione, qualche supermercato, per prevenire gli acquisti in quantità esagerate da parte dei clienti, ha deciso di “razionare” la vendita di alcuni prodotti.

Olio razionato anche in alcuni supermercati del novarese

 

Ma perché nei supermercati è partito in maniera particolare l’assalto ad un prodotto come l’olio di semi di girasole?

Generalmente, in cucina è utilizzato per friggere ma anche per condire insalate o piatti a base di verdure, e per la preparazione di salse (come la maionese), sughi, e prodotti sottolio di verdure miste.

Secondo i dati dell’Assitol (Associazione dell’Industria Olearia Italiana) in Italia il consumo annuo dell’olio di semi di girasole, si aggira sulle 770mila tonnellate.

Il nostro paese riesce a produrne solo 250mila tonnellate: ecco dunque, perché lo importiamo da Russia e Ucraina (che da sole rappresentano il 60% della produzione e il 75% dell’export mondiale).

La chiusura dei porti sul Mar Nero ha bloccato gli scambi dei due maggiori produttori mondiali di olio di semi di girasole: dall’inizio del conflitto ad oggi, si stimano che almeno 50mila tonnellate sono rimaste ferme nei porti ucraini.

Corsa al carburante

Per paura di ulteriori rincari sul prezzo della benzina, gli automobilisti, in diverse parti d’Italia, si sono recati (muniti anche di taniche) per fare il pieno di carburante presso i distributori “più convenienti”, sfidando anche lunghe code e tempi d’attesa.

Davanti molti distributori, capeggia il cartello “carburante esaurito”.

Il “caso Livigno”

Meta molto gettonata in questo periodo da parte degli automobilisti è Livigno, comune situato nella provincia di Sondrio, che confina con la Svizzera.

Il perché, è presto detto: da quelle parti, il carburante costa un euro in meno al litro rispetto al resto d’Italia perché senza Iva e accise.