Tares: tariffe “morbide” per famiglie numerose e piccole attività imprenditoriali

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La Giunta ha presentato questa mattina in commissione un emendamento al regolamento dell’imposta.

Consiglio comunale NOVARA

Consiglio comunale NOVARA

Tares: scampato pericolo per le famiglie e per molte categorie di imprenditori e commercianti: l’emendamento che la Giunta Comunale di Novara ha presentato questa mattina in commissione bilancio sceglie la “linea morbida” soprattutto a vantaggio dei nuclei familiari più numerosi e di piccole attività commerciali e imprenditoriali.

«La Tares – spiega l’assessore al bilancio Giorgio Dulio – si differenza dalla vecchia Tarsu perché stabilisce che il gettito debba coprire integralmente il costo del servizio di raccolta, smaltimento rifiuti e spazzamento strade  determinato in base ad un Piano Economico Finanziario predisposto dal gestore del servizio (nel caso di Novara il Consorzio di Bacino Basso Novarese). Già lo scorso anno avevamo con lungimiranza determinato gli importi della Tarsu in modo da coprire pressoché per intero il costo diretto del servizio di raccolta dei rifiuti.  Per raggiungere l’obiettivo della copertura integrale del costo completo previsto dalla legge istitutiva della Tares, era sufficiente un aumento medio della tariffe Tarsu intorno al 4%».

«Il problema – prosegue Dulio – che è emerso in questi mesi nei comuni che avevano già approvato le tariffe della Tares è che l’applicazione dei criteri previsti dalla normativa originaria determinava, per le modalità di calcolo basate su coefficienti matematici, alcune evidenti sproporzioni. Venivano penalizzate, ad esempio le famiglie più numerose, ed alcune categorie economiche con aumenti rispetto alla Tarsu anche di oltre il 200%».

«Una situazione – commenta il sindaco Andrea Ballarè – che non era sostenibile. Ci siamo fatti carico del problema, ed abbiamo individuato una soluzione possibile, grazie all’ultimo decreto del Governo in materia di Tares, emanato a fine agosto».

«Le norme contenute in questo decreto – aggiunge l’assessore Dulio –  prevedono la possibilità di applicare il meccanismo tariffario della Tarsu, fermo restando l’obbligo di coprire integralmente il costo del servizio. Abbiamo così deciso di rideterminare le tariffe applicando un minimo aumento che, a seconda delle categorie oscilla dal 3,8 al 4,1%».

«In questo modo – prosegue il sindaco – otteniamo l’obiettivo dovuto evitando al contempo quelle sproporzioni causate dalla normativa originaria, che in molti casi portavano ad aumenti rilevanti»

Alcuni esempi possono dare un’idea dell’importanza della decisione assunta dall’amministrazione. Con l’applicazione dei criteri originari Tares, una famiglia di quattro persone che vive in un alloggio di 100 metri quadri, avrebbe avuto un aumento rispetto alla Tarsu 2012 del 49,16 %. Con l’emendamento della giunta, l’aumento sarà del 3,90% . Una famiglia di sei persone in un appartamento di 100 metri, prima dell’emendamento avrebbe avuto un aumento del 69,36%, mentre con l’emendamento della giunta avrà un aumento ridotto al 3,9 %.

Anche per le utenze non domestiche l’emendamento ha corretto situazioni che avrebbero inciso pesantemente. Qualche esempio: le gelaterie avrebbero avuto un aumento del 241,05% , mentre con l’emendamento della giunta l’aumento sarà del 4,01%; i bar avrebbero avuto un aumento del 199,9 % mentre l’emendamento ha portato l’aumento al 4,08 %; per i ristoranti l’emendamento ha fatto scendere l’aumento dal 158,37 % al 4,09 %; i negozi di frutta e verdura avranno un aumento del 4,08% contro un aumento del 65,13 % che si sarebbe verificato con i vecchi criteri.; i negozi di fiori e piante avrebbero avuto un aumento del 186,82% mentre con l’emendamento della giunta l’aumento è contenuto al 4,14%.

Per contro, le banche che con i vecchi criteri avrebbero avuto un sensibile ed evidente  vantaggio (l’importo sarebbe diminuito del 55,07 %) condivideranno con le altre categorie di aziende un aumento del 4,17%.

«Crediamo – conclude il sindaco Ballarè – di aver compiuto una operazione all’insegna dell’equità, evitando aggravi eccessivi su categorie più deboli o già penalizzate dalla crisi.»