TORRE CASTELLO – TORRE DEI CANONICI – TETTO DI CASSERO

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di Carlo Migliavacca

Sono qui che mi arrovello nel tentativo di capire come sia possibile che le Belle Arti possano adottare due pesi e due misure quando si tratta di concedere le autorizzazioni per il recupero di monumenti storici. L’esempio lampante è dato a vedere dalle foto che allego. Mi riferisco al Castello Visconteo-Sforzesco di Novara la cui datazione è fatta risalire al XIV-XV secolo, ma la sua storia è vecchia di almeno 2000 anni; non esiste quindi altro luogo, se non il sito del Castello, in grado di testimoniare con continuità oltre 2000 anni di vita della città di Novara. Ebbene, nonostante questa storia millenaria si è autorizzata la costruzione di una torre “moderna” (vedi foto) e mai esistita per la quale, oltretutto, si è utilizzato materiale, mi riferisco ai mattoni, che di vecchio o anticato non hanno assolutamente niente; non bisogna essere professionisti per notare la differenza tra il muro vecchio, che sta alla base, e il vergognoso innalzamento del “water stilizzato” (vedi particolare foto). Un utile raffronto, per capire, lo si può fare osservando la quattrocentesca “Torre dei Canonici” di Lumellogno (vedi foto) la quale è stata recuperata interamente dalla famiglia Pavesi sotto il rigido controllo delle Belle Arti, utilizzando il giusto materiale e, per questo, ricevendone un encomio ufficiale; ma si sa, quando è il privato che deve sborsare quattrini è costretto all’osservanza delle leggi vincolanti senza guardare in faccia ai costi; quando invece è la Pubblica Amministrazione a dover procedere si può derogare a piacimento al fine del contenimento dei costi. Sì, ma intanto si vanno a rovinare i monumenti storici. Di più, a Lumellogno c’è il tetto di un cassero di proprietà privata, datato inizio 1900, che sta letteralmente crollando (vedi foto) e, solo per il fatto che viene fatto rientrare nel centro storico di Lumellogno, i vincoli posti sono talmente stringenti tanto da mettere in difficoltà economiche il privato, dato gli elevati costi, il quale preferisce lasciarlo andare alla malora pur di non svenarsi economicamente: quando sarà tutto distrutto si vedrà il da farsi. I novaresi e gli amanti del bello e della Storia criticano l’oscenità della Torre innalzata al Castello di Novara, ma non bisogna dirlo altrimenti vieni accusato di giocare contro e di non essere un novarese. Io lo voglio gridare: VERGOGNA!