Un appello per l’Europa

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elena ferrara

elena ferrara

Sono giorni tragici, quelli appena trascorsi, sul fronte immigrazione.  L’ultima tragedia nel Mediterraneo aggiunge un numero di vittime inaccettabile per la coscienza e per i valori su cui l’Italia e l’Europa si fondano. Troppe volte avevamo detto “mai più” e invece ci ritroviamo a fare la conta dei corpi dispersi. Ancora una volta non potevamo aspettarci nulla di diverso: con la chiusura di Mare Nostrum la situazione è senza dubbio peggiorata. A confermarlo la stessa Marina Militare che ha dichiarato come il presidio attivo dal primo novem­bre al 31 dicem­bre 2014, composto da una nave più tre di minore stazza, sarebbe bastato ad impedire, o quanto meno contenere, la strage dell’altro ieri. Quello che sta accadendo desta molta preoccupazione, ma la nostra convinzione è quella di un fenomeno che può essere governato. Basta occuparsene. Per questo ho accolto positivamente la scelta della presidenza del consiglio Ue che ha fissato una riunione congiunta dei ministri degli Esteri e degli Interni sulla strategia d’attuare per un cambiamento europeo nella politica verso i profughi, i rifugiati e gli sfollati di guerra. Ho firmato un appello, a cui hanno aderito molti parlamentari del vecchio Continente, per accelerare questo processo.  Triton da solo non può bastare per far fronte ad un’emergenza migratoria per la quale, come ribadito dal Presidente della Commissione Diritti Umani Luigi Manconi, l’Italia spende lo 0,36% del PIL.