Un web più sicuro passa dall’educazione

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La Polizia postale ferma il cloud dell’orrore

web pedofiliaLa Senatrice democratica, prima firmataria del ddl a contrasto e prevenzione del cyberbullismo, commenta l’indagine della Procura di Catania contro la pedopornografia

«I cyber crimini sono sempre più diffusi e rappresentano un grave pericolo anche per i minori. Dalla Polizia di Stato giungono nuove allarmanti notizie sulla divulgazione e la distribuzione di materiale pedopornografico in internet. Il Dipartimento della Polizia Postale ha sgominato a Catania un gruppo di pedofili che si scambiavano materiale criminale online. Per la prima volta, tra i reati contestati dalla Procura, figura anche l’associazione a delinquere, perché il traffico poggiava su un cloud chiuso a chi non faceva parte della cerchia. Se da un lato questa inchiesta, che ha portato a tre arresti e a 14 indagati, conferma l’eccellenza delle nostre Forze dell’Ordine in materia di sicurezza digitale, dall’altra ribadisce quanto di più orribile possa viaggiare nella rete grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie. Internet è un sistema di grande progresso, democrazia e libertà, ma rimane pur sempre uno strumento. Sta a noi tutti utilizzarlo al meglio e in sicurezza; per noi e per i nostri figli. Ecco perché il ddl di contrasto e prevenzione al cyberbullismo, approvato in Senato e in attesa di essere discusso alla Camera, garantisce nel tempo risorse adeguate per l’indispensabile servizio della Polizia di Stato alla comunità, non solo quella digitale. Senza un approccio culturale, però, non saremo in grado di educare le nuove generazioni all’uso positivo e sicuro del web. Per questo nel disegno di legge si richiama con forza all’educazione scolastica e alla collaborazione di tutte le istituzioni preposte e dei soggetti interessati, a partire dai colossi del web».