Una giornata che dura tutto l’anno contro la violenza sulle donne

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Elena Ferrara

Elena Ferrara

Il 25 Novembre il mondo si è fermato a riflettere. La Giornata mondiale contro la violenza sulle donne ha visto protagonisti politici, istituzioni, amministrazioni locali e tanti cittadini che insieme hanno detto basta, non solo, hanno voluto ribadire il loro impegno contro un fenomeno purtroppo radicato nella nostra società. Come membro della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani al Senato raccolgo testimonianze ed esperienze di donne provenienti da tutto il mondo. Racconti spesso strazianti, ma sovente ricchi di speranza verso processi di affermazione dei diritti di uguaglianza fra uomini e donne. Ciascun racconto rimanda alla responsabilità dei Governi e delle Istituzioni per un impegno sempre più incisivo nelle politiche di genere e per la difesa delle donne oggi vittime di soprusi in troppi territori internazionali e non solo quelli più tragicamente segnati dalla guerra. La Convenzione di Istanbul, vigente dal primo agosto di quest’anno, rappresenta la pietra miliare in un processo di contrasto alla discriminazione verso la valorizzare del ruolo delle donne nel mondo, fatto che, sono certa, determina in molti una grande speranza di cambiamento. Proprio in questa cornice ieri a Montecitorio si è tenuto il convegno organizzato daAmnesty InternationalLa violenza sulle donne in Italia: obblighi internazionali e sviluppi nazionali”: è stata consegnata la petizione, con oltre 20.000 sottoscrizioni, lanciata lo scorso 8 marzo. Insieme alle firme alle più alte istituzioni sono stati offerti un “mare” di fiori-origami realizzati da migliaia di persone di ogni età. La consapevolezza è che il problema della violenza sulle donne debba essere affrontato su scala globale intervenendo laddove le democrazie sono più fragili e i diritti umani relegati nelle ultime pagine delle agende politiche, ma che sia imprescindibile anche un’azione che nasca dal basso, dalle sensibilità della società civile e dalle specificità dei territori ogni sforzo sarebbe vano. Una spinta che abbiamo registrato anche nel Novarese dove, a fronte di professionalità competenti particolarmente sensibili, molti soggetti sono stati coinvolti. A Palazzo Natta proprio la nuova delegata provinciale alle pari opportunità Laura Noro, ha rilanciato il Protocollo d’intesa contro tutte le forme di violenza, una rete composta da forze dell’ordine, magistratura, amministrazioni, enti locali, rete dei servizi ed associazioni, uno strumento che negli anni ha affinato azioni sempre più efficaci che hanno permesso di far emergere il fenomeno sostenendo le donne nel loro difficile cammino di consapevolezza e emancipazione dalla triste condizione di vittima. A testimonianza della nostra buona pratica novarese, al convegno in Montecitorio di ieri mattina era presente l’ispettore Sabrina Galli, protagonista anche del convegno seraleUn posto occupato… per non dimenticare le vittime di violenza organizzato dalla Polizia di Stato e dal Comune di Oleggio. Il pensiero a Simona Melchionda e alla sua emblematica storia ci conferma che la lotta contro la prevaricazione violenta dell’uomo sulla donna deve essere costante e penetrante perché il fenomeno è trasversale ai contesti più diversi. Ho voluto essere presente con un saluto proprio sottolineando come il momento della formazione nelle istituzioni scolastiche debba prevedere in modo strutturale percorsi di educazione alle relazioni per una gestione non violenta del conflitto e di contrasto agli stereotipi sessisti. Con convinzione ho infatti sottoscritto il disegno di legge presentato dalla vice Presidente del Senato, Valeria Fedeli, per l’introduzione dell’educazione di genere e della prospettiva di genere nelle scuole e nelle università promuovendo i principi di eguaglianza, pari opportunità e piena cittadinanza. Un passaggio importante dopo l’approvazione all’unanimità da parte del Senato della Convenzione di Istanbul e la legge 119, approvata nell’ottobre 2013, che arricchisce il codice di nuove aggravanti, amplia le misure a tutela delle vittime di maltrattamenti e libera risorse per un piano d’azione antiviolenza. Come me molte parlamentari mantengono alta l’attenzione perché siano assicurate le risorse indispensabili ai programmi di sostegno alle vittime e di contrasto alla violenza di genere su tutto il territorio nazionale.