Uno, Nessuno CentoMila adolescenti, cittadinanza e comportamenti digitali

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Tavolo_workshop

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A Palazzo Marino prima giornata di studio del gruppo permanente su sexting e cyberbullismo. Milano, 17 ottobre 2014. Il Cremit (Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media all’Informazione e alla Tecnologia) dell’Università Cattolica di Milano e Pepita Onlus hanno presentato oggi in una gremita Sala Alessi a Palazzo Marino di fronte a insegnanti, genitori e futuri educatori la prima ricerca condivisa in materia di sexting. Un fenomeno – fusione della parola sex (sesso) e di texting (pubblicare testo) – tanto diffuso quanto sommerso che definisce la tendenza in voga tra gli adolescenti (ma non solo) di inviare immagini e messaggi con esplicito riferimento sessuale attraverso smartphone o PC, via SMS o MMS, con diffusione sui social network. Su 1800 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 18 anni, il 37% dichiara di aver condiviso on line segreti e immagini di un amico/a senza il suo consenso, il 50% dice di aver ricevuto messaggi di testo o foto o video da sconosciuti, il 43% ha visto condivisi in rete segreti e foto senza dare il proprio consenso, il 51% ha ricevuto immagini/video di un amico/a in costume da bagno o in atteggiamenti sessualmente espliciti. Lo fanno soprattutto per divertimento e “per scherzo”, ma anche per far colpo e per attirare l’attenzione dell’altro sesso. Così si presenta il campione rappresentativo dei giovani italiani di oggi “affetti” inconsapevolmente da sexting, utenti di Internet al 90% e di Social Network (Facebook e Whatsapp) al 98%. Al tavolo dei relatori la Senatrice Elena Ferrara, l e Onorevoli Vanna Iori, Milena Santerini e Micaela Campana tutte impegnate direttamente con azioni e proposte di legge nel contrasto al cyberbullismo e a favore dell’educazione digitale.  La Sen. Elena Ferrara ha presentato il ddl “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo” attualmente in discussione in Commissione Affari Costituzionali del Senato, che lo ha adottato come testo base in materia di contrasto al Fenomeno. Un testo che recepisce molte delle istanze emerse, dal pubblico così come dal tavolo, anche durante il dibattito a Palazzo Marino. “Ottimizzare buone pratiche, strumenti e risorse” ha commentato Ferrara, membro della Commissione all’Istruzione Pubblica in Senato e della Commissione straordinaria per la tutela dei diritti umani, “è un passaggio fondamentale per diffondere nelle nuove generazioni un corretto principio di cittadinanza digitale. A partire dall’individuazione di un referente interno alla scuola e da una formazione puntuale che comprenda le famiglie, spesso inconsapevoli della necessità di un percorso educativo mirato e condiviso”. Assunti che stanno alla base del disegno di legge di cui la Senatrice novarese è prima firmataria. “Proprio la giornata di oggi dimostra come sia possibile far coincidere ricerca e azione, il saper fare con il fare, il virtuale con il reale. I ragazzi spesso credono siano mondi distinti, ma non è così: basta scorrere numeri e dati per rendersi conto delle conseguenze dell’uso scorretto della rete”.  Proprio per rispondere alla crescente domanda di educazione digitale da parte dei più giovani il disegno di legge prevede l’istituzione di un tavolo interministeriale che metta a sistema azioni e attività di prevenzione: “Sono i ragazzi – spiega la Senatrice – ad avvertire questa emergenza, servono risposte chiare, funzionali e concrete. Per questo il tavolo permanente risponde ai criteri di una task force operativa, sia sotto il profilo degli strumenti e delle soluzioni, sia sul fronte dell’ottimizzazione delle risorse. E’ fondamentale non disperdere risorse e fare rete per provvedere alle esigenze dei minori senza fare distinzioni tra le vittime di cyberbullismo e chi ha atteggiamenti sbagliati sui social”. “Emerge chiaramente dalla ricerca”, illustra Pier Cesare Rivoltella, direttore del Cremit, “che il fenomeno viene vissuto come assolutamente naturale tra i ragazzi alla stregua di ogni altra azione nell’abito della socializzazione e questo, anche in relazione all’età del target, è costituito da un’anima duplice: di dinamica di gioco infantile da una parte e di relazione più adulta dall’altra”. “Iniziano a non essere rari gli episodi di sexting e cyberbullismo che coinvolgono anche i bambini, prima ancora che inizino la scuola superiore”, ha confermato Francesco Cappelli, assessore all’Educazione e Istruzione del Comune di Milano, “Noi siamo già impegnati a promuovere progetti come questo che prevengano questi fenomeni, ma è fondamentale la collaborazione tra scuola e famiglia: agli adulti, genitori e insegnanti, spetta la responsabilità di una maggiore attenzione su comportamenti che sono campanelli d’allarme che spesso nascondono proprio episodi più gravi e su cui è fondamentale intervenire in tempo”. “Mentre si abbassa l’età media dei ragazzi che vengono in contatto con questi fenomeni”, interviene l’on. Vanna Iori  della Commissione Giustizia e Bicamerale Infanzia e Adolescenza, “si assiste a un impoverimento del lessico emotivo e delle relazioni familiari. I genitori vigilano mettendo filtri ma faticano ad accompagnare i ragazzi, mentre la rete si fa pericolosa sfruttando l’ingenuità dei minori arrivando al ricatto per adescarli”. “La ricerca ha aperto una riflessione”, commenta l’on. Milena Santerini – Commissione Cultura, Scienza e Istruzione alla Camera dei Deputati, “anche sui cambiamenti sociali in atto: si comunica attraverso le immagini, mancano le parole per definire gli stati d’animo ed è mutata l’idea di privacy. Così il sexting diviene per i ragazzi una sorta di autosfruttamento sessuale, senza pudore, retaggio di cattivi modelli adulti che hanno messo in scena per anni un’immagine ipersessualizzata della donna”. L’on. Micaela Campana nella Segreteria nazionale – Welfare e Terzo Settore, deputata della Commissione Giustizia, ha portato la recente esperienza di “Belli ma non bulli”, la campagna di sensibilizzazione che mira alla definizione giuridica del fenomeno del cyber bullismo e a favorire un percorso educativo al Web e ai media anche con il contributo diretto dei ragazzi. “Occorre educare i ragazzi alla responsabilizzazione attiva”, ha concluso Ivano Zoppi, Presidente di Pepita Onlus,”perché la prevenzione sia efficace. Prima di tutto i ragazzi devono essere coscienti di ciò che fanno e di ciò che sono per salvaguardare la propria identità e quella del compagno o dell’amico”. La giornata promossa dal Cremit, dalle cooperative sociali Pepita Onlus e Industria Scenica insieme all’associazione Contorno Viola, è stata l’occasione per annunciare la nascita di DE.CI.DI (Definirsi Cittadini Digitali), il gruppo permanente su “Educazione e cyberbullying” che unisce competenze e modelli di intervento differenti per offrire nei diversi contesti educativi un catalogo completo sulle possibilità d’intervento per contrastare il fenomeno e prevenirne la diffusione.