Di Alessandro Berardi
Fonte Le IENE
Il blog segnala una recente citazione sul servizio della redazione de Le Iene, pubblicato sui canali Mediaset e social martedì 11 novembre 2025.
Torino – La Squadra Mobile della Questura di Torino ha arrestato Said Alì, 24 anni, influencer di origine marocchina noto sui social come “Don Alì” e autoproclamatosi “Capo dei Maranza”.
Con oltre 200 mila follower su Instagram e più di 300 mila su TikTok, il giovane aveva costruito una notorietà sul web che, negli ultimi mesi, si è intrecciata con vicende giudiziarie e atti di violenza.
Lo scorso ottobre, insieme ad altri ragazzi, Alì e i suoi complici si erano appostati fuori da una scuola elementare del quartiere Barriera di Milano dove lavora un insegnante. Al termine delle lezioni, avevano accerchiato e minacciato il docente, accusandolo di aver maltrattato un alunno indicato come loro nipote. L’aggressione era avvenuta sotto gli occhi della figlia di tre anni e mezzo del docente, che assisteva terrorizzata alla scena.
L’episodio era stato ripreso da uno dei partecipanti e diffuso come reel sui profili social di Don Alì, accompagnato da didascalie diffamatorie in cui il docente veniva definito “pedofilo”.
A seguito della denuncia dell’insegnante, la Procura di Torino aveva avviato un’indagine che ha accertato la falsità delle accuse rivolte al docente.

Nonostante tali riscontri, Don Alì aveva nuovamente affrontato la vicenda in un’intervista con l’inviato delle Iene Luigi Pelazza, ribadendo la necessità di “punire” chi commette abusi sui minori e reiterando minacce nei confronti del docente: “Se la prossima volta abusi un bambino, finirà molto peggio”.
Sulla base degli elementi raccolti, il Gip ha disposto per Don Alì la custodia cautelare in carcere con l’accusa di atti persecutori; per i due presunti complici, di 24 e 27 anni, è stato stabilito l’obbligo di firma.
L’arresto è avvenuto l’altro ieri, al termine di ricerche prolungate: il giovane, inizialmente irreperibile, è stato rintracciato nelle cantine di un palazzo nel quartiere Barriera di Milano e fermato dopo un breve inseguimento a piedi.
Parallelamente, la figura di Don Alì era stata oggetto di attenzione mediatica da parte della trasmissione di Rete4 Dritto e Rovescio, condotta da Paolo Del Debbio.
Il sedicente “Capo dei Maranza” era stato invitato in studio per un confronto pubblico: aveva inizialmente accettato la proposta, salvo poi non presentarsi all’appuntamento.
Nei giorni successivi alla diffusione del video dell’aggressione al docente, una troupe della stessa trasmissione si era recata in Corso Novara per realizzare un servizio su Don Alì.
Durante le riprese, un uomo incappucciato e armato di una mazza chiodata aveva colpito l’auto dei cronisti, danneggiandone il parabrezza e costringendo i giornalisti ad allontanarsi. L’aggressore era poi fuggito.
L’episodio è ora al vaglio dei carabinieri, che non hanno ancora diffuso elementi tali da collegare direttamente l’azione a Don Alì.
In base all’articolo 27 della Costituzione italiana, una persona coinvolta in un procedimento penale non può essere considerata colpevole fino a quando non sia stata emessa una condanna definitiva: questo principio tutela la presunzione di innocenza.
