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Città di Novara

Il Blog dei Cittadini

Il “mio” Gianfranco Capra

DiSimone Balocco

Nov 20, 2025

di Simone Balocco

 

Il 14 settembre 2005 ho dato Sociologia del lavoro, il mio penultimo esame: mi sarebbe mancato solo Istituzioni politiche dell’Unione europea per completare il mio piano di studi e, infine, discutere la tesi. In tarda primavera avevo già depositato il titolo presso la segreteria studenti di Facoltà: mi ero prefissato che dopo aver dato quel penultimo esame mi sarei gettato nella sua stesura. L’argomento sarebbe stato la storia dello sport novarese e delle colonie elioterapiche a Novara durante il fascismo.

Verso fine settembre scopro che l’ultima materia d’esame l’avrei seguita a marzo e l’esame lo avrei dato a giugno, ovvero nel secondo semestre: nel “primo” mi sarei occupato solo ed esclusivamente della stesura della tesi. Sei mesi dedicati solo a questa cosa: una bella fortuna, lo ammetto.

Inizio quindi a raccapezzarmi: cerco i primi libri, le prime fonti, le prime persone da intervistare. Tramite Romolo Barisonzo, inizio a tirare giù qualche nome. Il primo nome che mi ha fornito è stato quello di Gianfranco Capra. Non lo conoscevo di persona, se non per il fatto che fosse un giornalista che vedevo su VideoNovara dove parlava del Novara e dello sport novarese. Era la persona che faceva al caso mio.

Cerco il suo numero sulle Pagine Bianche (nell’ottobre 2005 non c’erano social, smartphone, il web non era ancora 2.0 e l’intelligenza artificiale non era ancora nelle menti di chi l’avrebbe creata), lo chiamo, gli spiego il mio “progetto” e mi dà appuntamento qualche giorno dopo nella sede di una casa editrice novarese oggi non più attiva. Mi presento il giorno e l’ora concordata, spiego come sarà mia tesi e…la mia tesi ha preso una piega diversa.

In un anno (la tesi l’ho discussa il 27 ottobre 2006) mi sono incontrato con lui tante volte, tra la “Negroni”, il “Bertani” e il “Borsa”.

Devo dire che grazie all’apporto datomi da Gianfranco Capra (che aveva definito l’amico comune Romolo Barisonzo “il mio maestro”), la parte di tesi sullo sport novarese è stata ricca di fonti, grazie anche ai suoi libri di cui mi aveva omaggiato. Eh sì perché Gianfranco Capra nella sua vita ha scritto oltre 80 libri, tutti su tematiche novaresi: da “Il romanzo del Novara calcio” al libro per i primi quarant’anni della Sparta, dall’Hockey Novara alla Pro Novara, dai “Quaderni novaresi” all’”Alfabeto novarese”, dal libro dedicato al “Mossotti” a quello per i cinquant’anni del Panathlon, dal centenario del “Faraggiana” a quello sulla donna novarese nello sport a tutti gli atleti novaresi che avevano preso parte alle Olimpiadi, dal libro sui parlamentari novaresi che avevano preso parte all’Assemblea costituente alla storia del più importante politico ed uomo delle istituzioni novaresi, Oscar Luigi Scalfaro. Libri semplici, ma completi, ben scritti, con fotografie di repertorio e ricchi di curiosità. Perché Gianfranco è stato proprio quello che scriveva: un uomo semplice, ma esperto, saggio, aperto, disponibile e sul pezzo.

Perché parlo di Gianfranco Capra al passato? Perché Gianfranco ci ha lasciato sabato 16 novembre: avrebbe compiuto 89 anni venerdì 21 novembre. Vedovo, lascia due figlie e quattro nipoti. E lascia un vuoto enorme nella cultura e nella società novarese: decano dei giornalisti locali, Gianfranco Capra è stato sempre lucido e sul pezzo anche se l’età avanzava. Certo, negli ultimi tempi non usciva più di casa, le gambe erano doloranti ma di testa “c’era”. Ed infatti l’ultima volta che sono andato a trovarlo a casa sua (venerdì 31 maggio 2024) abbiamo chiacchierato del più e del meno su ogni cosa, soprattutto su ciò che ci ha sempre unito: l’amore per il calcio e per il Novara (“Calcio” prima, “Football Club” dopo). Ed ero anche contento che con l’inizio della nuova stagione calcistica avesse ripreso a scrivere su “Il Fedelissimo”, il giornalino distribuito gratuitamente allo stadio “Piola” il giorno della partita. Il suo ultimo pezzo è stato incentrato su Cresifonte “Gibula” Nicola, storico massaggiatore del Novara Calcio.

Gianfranco è stato un maestro per tanti, un punto di riferimento per il territorio vista la sua profonda conoscenza e per i novanta libri scritti che hanno avuto tutti tematiche novaresi. Meno uno, di cui vi parlerò a breve.

Uomo non banale ma molto schietto, Capra è stato una penna arguta e senza peli sulla lingua. Uno con cui si poteva passare un intero pomeriggio parlando di tutto: da Piola a Scalfaro, dal nano “Bagonghi” a Umberto Barozzi, dalla storia dei giardini dell’Allea a Scalfaro, dalla nascita del Novara fino a guardare “in su verso la Cupola”, come il titolo di uno dei suoi libri. Un tuttologo forse no, ma calza a pennello per capire il “personaggio Capra” la descrizione che appare sul suo profilo Facebook: “[ho] studiato storie (non storia) novaresi presso a Proh, dove insegnano corsi avanzatissimi di tuttologia e rompicoglioneria”. In poche parole, Gianfranco Capra, classe di ferro 1936, diplomato ragioniere al “Mossotti” di Novara (una cosa che ci ha accomunato), dirigente della Siti (storica azienda di Marano Ticino che si occupava di progettazione e costruzione di impianti industriali per la ceramica e la metallurgia ed uno dei primi main sponsor del Novara Calcio negli anni ‘80) e nel tempo libero giornalista e scrittore. Gianfranco, nella sua carriera, ha collaborato con Il Corriere di Novara, L’Azione, La Gazzetta di Novara, TuttoSport e VideoNovara, La Voce di Novara e tanti altri tra riviste, giornalini e magazine. In pratica, ovunque a Novara esiste un suo scritto.

Negli anni successivi alla mia laurea avevo un sogno: scrivere un libro su “qualcosa” di Novara e volevo scriverlo con lui. Ed essendo lui uno dei miei due mentori (l’altro è stato Marco Foti, purtroppo scomparso il 14 dicembre 2023), volevo scrivere qualcosa di mio con il suo apporto o comunque aiutarlo nello scrivere qualcosa. Gianfranco allora (parliamo del 2007, circa) è stato refrattario alla cosa, prediligendo il voler scrivere solo per suo conto, senza “aiuti”.

Sennonché il 21 novembre 2018 (giorno del suo 82° compleanno) su Messenger (lui non ha mai avuto Whatsapp), Gianfranco mi scrive dicendomi che aveva in mente un progetto e voleva “tirarmi dentro”: scrivere un libro sulla storia dei portieri della Nazionale italiana di calcio, un qualcosa mai fatto prima nel nostro Paese. Pensavo fosse uno scherzo o magari avevo inteso male io (un libro sulla storia dei portieri del Novara, avevo letto di primo acchito) ed invece no: avevo letto bene. Scrivere un libro con Gianfranco Capra: un sogno che si stava avverando. E che si è avverato nel novembre 2020, quando il libro è stato pubblicato per una casa editrice di Torino. Doveva uscire nel giugno 2020, in contemporanea con Europei ma, causa Covid, l’uscita è stata posticipata di cinque mesi. A quel libro abbiamo lavorato intensamente quasi due anni e in quel frangente ho capito quanto è stato coraggioso e (forse) pazzo Gianfranco Capra: un uomo di più di ottant’anni che si gettava in un argomento mai trattato prima a livello nazionale (sono usciti libri biografici e monografici sui singoli portieri, ma mai un libro in cui si parlava di tutti gli allora 68 portieri che avevano vestito l’azzurro almeno una volta) mettendosi in discussione facendosi aiutare da una persona alla sua prima pubblicazione e scevro su come si dovesse scrivere un libro.

Nei mesi di scrittura del libro sono stato spesso ospite a casa di Gianfranco dove facevamo il punto della situazione. I nostri incontri si tenevano nel suo salotto, accanto ad una libreria che conteneva non solo i suoi libri ma altre centinaia: da rimanere a bocca aperta dal numero di volumi presenti.

Quel libro è stata una bella avventura che ha permesso di farci conoscere anche a livello nazionale, perché per la prima volta Gianfranco usciva dalla “comfort zone” novarese per affrontare una pubblicazione di respiro nazionale. Ho poi scoperto che il nostro libro era presente in tante librerie italiane ed una copia è stata consegnata direttamente a Dino Zoff e Paolo Conti, due tra i protagonisti del libro.

Ho sempre ringraziato Gianfranco per la grande opportunità che mi ha concesso e lui ha fatto altrettanto con me. Figuratemi com’ero: il decano dei giornalisti novaresi e piemontesi, uno che aveva alle spalle ottanta libri scritti in cinquant’anni di carriera che ringraziava un novellino come me che aveva accettato di scrivere il suo primo libro con lui. La cosa che mi rendeva ancora di più orgoglioso è stato che per la prima volta Gianfranco pubblicava un libro con un altro autore: ha poi bissato nel 2022 quando ha scritto, con l’amico comune Massimo Barbero, “Novara Calcio – Dodici promozioni in 115 anni di storia””, il libro che raccoglieva dodici le promozioni del Novara nella sua storia.

Dopo di allora, ho avuto ancora la possibilità di collaborare con Gianfranco anche per la stesura del libro sul settore giovanile del Novara Calcio: lo doveva scrivere lui, mi ha concesso di scriverlo da solo. Ed è stato un altro onore perché significava che credeva ancora in me e mi ha dato un’altra opportunità che io ho colto al balzo: mai nessuno aveva scritto un libro su quell’argomento a Novara. Gianfranco mi ha scritto (giustamente) la prefazione ed una copia del libro l’ho donata alla “Casa del Novara” dove ci sono già anche tutti i libri calcistici novaresi di Gianfranco.

Purtroppo il libro dei portieri della Nazionale non ha mai avuto una presentazione ufficiale, per almeno due motivi: il Covid e l’età avanzata di Gianfranco, che non se la sentiva di affrontare (magari) un tour. Il 1° giugno 2024 però sono riuscito a presentarlo (purtroppo da solo, ma con il placet di Gianfranco) durante l’OffSide Festival, un importante evento calcistico che si tiene ogni anno a Milano: in comune accordo abbiamo deciso di donare una copia alla “Biblioteca dello Sport” di Milano intitolata a Gianni Mura, uno dei giornalisti italiani più apprezzati da Gianfranco.

Se dopo la discussione della tesi ho donato a Gianfranco una copia della mia tesi di laurea, lo stesso Gianfranco mi ha donato negli anni diversi suoi libri, tra cui quello che tengo come una reliquia: “Diecimila ragazzi ed un pallone-Storia del Torneo Ragazzi di Novara 1946-1956”, il libro scritto nel 1987 dallo stesso Capra, oggi introvabile, dedicato al celebre torneo per ragazzi pensato e voluto da don Aldo Mercoli subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale per far divertire i ragazzini dell’epoca per far dimenticare loro la tristezza e la povertà del periodo post-bellico. Quello è stato il primo libro che contiene gli scritti di Gianfranco Capra apparsi sul giornalino novarese “Goal!”: era un adolescente che faceva da mini-reporter delle partite di quel torneo.

Dopo che mi sono sposato, ho lasciato il quartiere San Martino (lo stesso quartiere dove era nato e cresciuto Gianfranco, quello di “ladar e assasin” per intenderci) e ho visto e parlato sempre di meno con Gianfranco, ma ero al corrente di ciò che faceva visto che spesso si incontrava con mia madre e ci portavamo reciprocamente i saluti. Proprio grazie a mia madre era nato un simpatico soprannome usato anche da altre persone nei confronti di Gianfranco: “Cavaliere”.

Avevo saputo che qualche mese fa era caduto in casa e che non usciva praticamente più di casa, poi la triste notizia di sabato dopo il suo ricovero dovuto ad un’altra caduta.

Sui social tanti hanno espresso cordoglio per la scomparsa di Gianfranco: i suoi colleghi, gli amici, quelli che lo conoscevano solo di nome ma che avevano letto almeno una volta i suoi libri o i suoi testi. Mercoledì mattina ho partecipato al suo funerale: non potevo mancare dopo tutto quello che aveva fatto per me, dopo il nostro trascorso insieme. E come me, in tanti erano presenti alla chiesa di San Martino, tutti addolorati. La bara è stata coperta da un cuscino di garofani rossi, da una sciarpa, da una bandiera ed un gagliardetto del Novara, oltre ad un antico vessillo del Novara proveniente dalla “Casa del Novara” e portato da un membro dell’Associazione Tifosi Novara. Belle le parole da parte del parroco durante l’omelia e toccati le parole delle figlie, Valentina e Manuela a fine funzione. Valentina e Manuela hanno omaggiato, sul sagrato della chiesa, chi avesse partecipato al funerale con alcune copie di “Alfabeto novarese”, una delle opere di loro padre dedicata a figure novaresi divise in ordine alfabetico.

La stessa città di Novara ha perso un cantore del suo territorio, un esperto della novaresità e della cultura locale. Un solo rimprovero (personale) ho da fare alle amministrazioni comunali che si sono succedute negli anni: non aver mai insignito Gianfranco Capra del “Sigillum Communitatis Novariae” (il Sigillo della Comunità novarese), ovvero non averlo mai nominato “Novarese dell’anno”, il prestigioso premio cittadino assegnato annualmente, durante la festività cittadina di San Gaudenzio, patrono di Novara, alle tre persone che meglio si sono contraddistinte per il loro impegno nell’imprenditoria, nell’economia, nello sport e nel sociale a Novara. Una vera dimenticanza.

A me è spiaciuto molto della morte di Gianfranco: ho perso un amico, ma anche un punto di riferimento ed una persona disponibile, eclettica, sul pezzo, magari burbera e polemica, ma sempre cordiale e, soprattutto, lucida. Perché nella vita possiamo avere mille problemi e mille difficoltà, anche fisiche, ma l’importante è essere sempre lucidi di testa. Proprio come è stato fino all’ultimo Gianfranco Capra.

Questo ricordo nei suoi confronti non è piaggeria nei suoi confronti, ma è ringraziare la vita che mi ha permesso di incontrare e conoscere Gianfranco Capra ed uscire sempre più arricchito dopo un incontro con lui.

Grazie di tutto Gianfranco. Anzi, grazie “Cavaliere”: tifa Novara da ovunque tu sia e se puoi continua a scrivere.

 

immagine in evidenza tratta dalla pagina Facebook del sindaco di Novara, Alessandro Canelli