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Città di Novara

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22 gennaio 1976 – 22 gennaio 2026: lo stadio “Piola” compie cinquant’anni

DiSimone Balocco

Gen 12, 2026

di Simone Balocco

 

“Anno bisesto, anno funesto”: recita così un celebre adagio che definisce gli anni che invece di chiudersi dopo 365 giorni, si chiudono con un giorno in più. Starà poi a chiunque di noi capire/decidere se questo adagio sia valido o meno.

Ogni cosa accaduta nel 1976, ad esempio, quest’anno compie cinquant’anni.

Anno bisestile, anno olimpico. Un anno bisestile è proprio il 1976, anno in cui si disputano le Olimpiadi di Montreal, in Canada. In quell’occasione, il Mondo conosce il talento di Nadia Comaneci, un’atleta rumena di quattordici anni che, durante la prova delle parallele, ottiene il primo, e finora unico, “10” della storia (vincendo poi l’oro nella prova individuale e alla trave, oltre all’argento a squadre ed il bronzo nel corpo libero). Da allora sono passati cinquant’anni, una vita (o forse metà?).

In Italia, nello stesso anno, al Quirinale c’è Giovanni Leone e a Palazzo Chigi si intervallano due governi Moro (il IV ed il V) ed il terzo governo Andreotti. Quell’anno nasce “la Repubblica”, c’è il terribile terremoto in Friuli, Adriano Panatta fa il double Roma-Roland Garros e lo stesso tennista romano conduce l’Italia a vincere la (politicamente) contestata finale di Coppa Davis a Santiago del Cile contro i padroni di casa. Si è in piena seconda fase degli “anni di piombo” e vengono uccisi i giudici Francesco Coco e Vittorio Occorsio per mano delle Brigate Rosse e del terrorista neofascista Pierluigi Concutelli.

E a Novara? Sindaco da sei anni è Ezio Leonardi (scomparso lo scorso 1° maggio) e tra le cose che succedono in città in quell’anno, la più importante accade giovedì 22 gennaio, giorno della festa patronale di San Gaudenzio: quel giorno si inaugura quello che oggi è lo stadio “Silvio Piola”, allora battezzato con il semplice nome di “Comunale”.

Il nuovo “Comunale”, dopo il campo di via Lombroso e lo stadio di via Alcarotti, diventa la terza “casa” del Novara Calcio. Da quel Novara-Torino del 3 novembre 1912 (prima partita della storia del club) alla vittoria azzurra in casa contro il Cagliari il 20 settembre 1931 (partita di debutto nel fu stadio “Littorio”) di strada il Novara Calcio ne ha fatta: dodici campionati di Serie A, una finale di Coppa Italia e ventisette campionati di Serie B, categoria che il club allora presieduto da Santino Tarantola si appresta a giocare per la sesta stagione consecutiva dopo cinque stagioni in Serie C tra il 1962 ed il 1970.

Il Novara allora è una bella realtà del calcio italiano e, visto l’amore della città e della provincia verso Udovicich e compagni, l’amministrazione comunale decide di fare un regalo al club nato il 22 dicembre 1908.

Nel 1971 la giunta Leonardi approva il progetto di Antonio Nervi, ingegnere romano figlio di Pier Luigi (uno dei più famosi ingegneri edili della nostra storia), per costruire un impianto costato oltre 1,5 miliardi di lire del tempo. La zona dove si sarebbe costruito lo stadio è quella di viale Kennedy a ridosso del corso del torrente Agogna nel quartiere Ovest (o San Paolo o “Madonna pellegrina”, come dir si voglia), a poche centinaia di metri da un altro innovativo impianto sportivo inaugurato due anni prima, il palazzetto dello sport, e dove ci sono già anche il bocciodromo e la pista di atletica. Viale Kennedy diventa, in pratica, la “via dello sport” novarese.

Lo stadio nuovo, tutto in cemento armato, sarebbe diventato il fiore all’occhiello della città gaudenziana.

Questo significava, ovviamente, per il Novara lasciare l’impianto di via Alcarotti dopo 45 anni. Lo stadio del quartiere San Martino è piccolo e obsoleto per il calcio di allora, anche se lì dentro la squadra raggiunse i suoi maggiori successi con in campo giocatori entrati nella storia del calcio cittadino, come Silvio Piola che, contro il Milan, il 7 febbraio 1954, segna il suo 274° gol in carriera. È necessario fare un passo avanti e per questo ora la squadra deve cambiare sede di gioco: Novara-Sambenedettese dell’11 gennaio 1976 è l’ultima partita giocata in via Alcarotti, mentre l’ultima rete la segna Ennio Fiaschi il 5 gennaio 1976 contro il Brindisi.

A dire il vero la cerimonia del 22 gennaio 1976 è di carattere “sportivo”, mentre l’inaugurazione istituzionale avviene quattro giorni prima, il 18 gennaio, con la benedizione del vescovo di Novara del tempo, monsignor Aldo del Monte, davanti alle massime cariche politiche e civili e a circa 5mila spettatori assiepati sulla nuova tribuna.

C’è il sole quel “San Gaudenzio” di cinquant’anni fa e per inaugurare il nuovo stadio il Novara ospita un’amichevole di lusso: avversaria è la Juventus di Carlo Parola (fino a due stagioni prima, e per cinque anni, allenatore dello stesso Novara) campione d’Italia in carica e presieduta da quattro anni da Giampiero Boniperti, bandiera del club bianconero nativo della novarese Barengo. Quattro F-104 partiti dall’aeroporto militare di Cameri fanno un volo radente e centinaia di colombi sono liberati nel cielo. Alle 14:30, da un elicottero cade il pallone dell’incontro: un’inaugurazione davvero molto bella ed importante, a quanto riferiscono le cronache del tempo.

Madrina dell’evento Mita Medici, nota attrice e show girl del periodo, che dà il calcio d’inizio. La partita si chiude 2-1 per il Novara, con gol di Pietro Anastasi, autogol di Luciano Spinosi e gol vittoria azzurro del subentrato Gianni Pauselli (che in quella stagione giocherà una sola partita).

Tre giorni dopo il Novara debutta ufficialmente in campionato nel nuovo stadio ed in viale Kennedy arriva il Genoa: il livello è più alto rispetto all’amichevole contro i bianconeri. La partita si chiude sul punteggio di 1-1: al gol di Bruno Conti (sì, quel Bruno Conti) al minuto 83, replica due minuti dopo Alberto Marchetti. Il gol del forte giocatore di Montevarchi è, quindi, il primo gol del Novara nel nuovo impianto come fu per Mario Meneghetti in via Lombroso e Ezio Rizzotti al “Littorio”. Quella stagione il Novara si classifica sesto, la posizione più alta raggiunta dal club dalla stagione 1956/1957.

Con il Novara Calcio realtà consolidata del nostro calcio, si pensa che il “Comunale” avrebbe fatto da cornice ad un ritorno nel breve periodo in massima serie della squadra, ma così non sarà in quanto, nonostante i posti a sedere molto vicini al campo ed una buona visibilità da ogni settore, il Novara la stagione successiva retrocede in Serie C e non torna in Serie B fino al campionato di Lega Pro 2009/2010, quando vince la partita decisiva contro la Cremonese. Il 25 aprile 2010 porta, dopo tanti decenni, oltre 8mila spettatori sugli spalti e la Serie B in città dopo trentatre anni.

Tra il gol di Marchetti contro il Genoa a quello di Rigoni nella finale play off contro il Padova del 12 giugno 2011, il Novara disputa solo tre campionati in Serie B (il 1975/1976, quello successivo ed il torneo 2010/2011) giocando poi tanti, tantissimi anni ai margini del calcio italiano, tra cui ventidue stagioni in Serie C2 (di cui quindici consecutive tra il 1981 ed il 1996) e lo spettro della retrocessione in Interregionale (poi evitata) al termine del torneo 1989/1990. Eppure lo stadio di viale Kennedy è sempre stato lì e ha visto sui suoi spalti diverse generazioni di tifosi novaresi, sempre presenti nonostante la squadra disputa negli anni campionati quanto da protagonista quanto mediocri.

Il “Comunale” dal 23 ottobre 1997 ha una nuova intitolazione: l’allora giunta Correnti decide che lo stadio sarà intitolato alla memoria di Silvio Piola, uno dei più forti calciatori della storia del nostro calcio, campione del Mondo nel 1938, due volte vincitore della classifica marcatori di Serie A e, per sette stagioni (di cui sei consecutive in Serie A), leader del Novara e di cui oggi è il miglior marcatore in Serie A (con settanta reti) e quarto nella classifica marcatori all time dietro Pablo Andrés Gonzalez, Marco Romano e Raffaele Rubino. La prima partita disputata al ribattezzato “Silvio Piola” risale al 2 novembre 1997: Novara-Pro Sesto, terminata 0-0.

Lo stadio “Piola”, nell’estate 2011, subisce poi un profondo cambiamento: per via del ritorno della squadra in Serie A, si innalzano le due curve per portare la capienza a 18mila spettatori (dagli iniziali 25mila c’è stato, per motivi di sicurezza, un drastico calo di spettatori a livello nazionale per motivi di sicurezza negli stadi italiani) il minimo “sindacale” per poter ospitare una partita in massima serie, e si rifà tutto l’impianto di illuminazione. A partire dalla stagione precedente però ci sono altri cambiamenti: la costituzione della copertura della tribuna centrale ed il posizionamento dei tornelli (obbligatori per il campionato cadetto). Il top è il nuovo manto da gioco in erba sintetica, primo stadio ad averlo in seconda serie: se non ci fosse stato lo sciopero dei calciatori per la prima giornata del torneo 2011/2012, il “Piola” sarebbe stato il primo stadio italiano ad ospitare una partita di Serie A su quel particolare manto erboso (superato l’11 settembre successivo dal “Manuzzi” di Cesena, altro stadio ad avere il campo in sintetico in quella stagione).

Con l’esclusione del Novara Calcio, per la stagione 2021/2022, dal calcio professionistico, la giunta comunale allora alla guida della città (presieduta da Alessandro Canelli), stabilisce che il Novara Football Club, la squadra nata il 20 agosto 2021 e che prende il posto del fallito Novara Calcio nel cuore dei tifosi novaresi, è l’unica ad avere il diritto a giocare al “Piola”, non interrompendo la tradizione calcistica novarese.

A oggi al “Piola”, oltre al Novara, hanno disputato partite ufficiali la storica seconda squadra cittadina, la Sparta (tra il 1990 ed il 1998), il Como (tre partite casalinghe nella Serie B stagione 2015/2016), il Gozzano (una partita nella Serie C 2018/2019), la Juventus Women (lo spareggio-scudetto della stagione 2017/2018 contro il Brescia ed una partita di Champions League la stagione successiva), lo spareggio promozione per la Serie C tra Pergolettese e Modena (12 maggio 2019), sei partite internazionali (tre partite della Under 21 maschile, una partita della Under 20 maschile e due partite della Nazionale femminile, di cui la prima nell’estate del 1976), oltre a diverse partite benefiche ed un raduno di ex giocatori di Serie A tenutosi il 7 luglio 2024.

Non sono poi mancate intitolazioni all’interno del “Piola” in questi cinquant’anni: dall’8 maggio 2018 la tribuna stampa è intitolata a Beppe Vaccarone, dal 13 febbraio 2022 la Curva Nord è intitolata a Giovanni Udovicich e dal 29 maggio 2022 la parte sud della tribuna è intitolata a Giuseppe Molina. All’ingresso della tribuna a destra ci sono due targhe in ricordo di Arpad Weisz e Luciano Marmo e davanti a loro c’è la statua ad altezza originale di Giovanni Udovicich fatta dall’artista Cosimo Bertone utilizzando 200 bottiglie colorate usate di detersivi. La chicca delle chicche è rappresentata dalla presenza, nella sala “hospitality”, dal 12 settembre 2024, del museo del Novara Calcio (“La Casa del Novara”), uno spazio di oltre 500 metri quadri, con centoquaranta metri di pannellature, teche e diviso in dodici stanze. Per non parlare del fatto che all’ingresso degli spogliatoi è riportata una celebre frase di Silvio Piola (“Amate la vostra società, la maglia che portate, difendetela, siate dei generosi in campo, la gente vi applaudirà sempre”). Molti tifosi, con la morte di Giovanni Udovicich (avvenuta il 4 settembre 2019), hanno espresso la volontà di cambiare denominazione allo stadio, in favore della bandiera azzurra oppure di attuare una doppia intitolazione dell’impianto. Al mitico ex numero 5 che ha indossato la maglia del Novara per 516 volte in carriera, è intitolata la sola Curva Nord.

Lo stadio di viale Kennedy (anche se l’ingresso “ufficiale” è in viale Marmo, dove c’è la tribuna) è teatro, negli anni, di altri eventi cinematografici e pubblicitari: è girata una scena del film “Geppo il folle” (di e con Adriano Celentano), oltre ad una serie di spot di uno shampoo con protagonista l’allora portiere della Juventus e della Nazionale Gianluigi Buffon e lo spot promozionale di Sky Serie B per la stagione 2017/2018.

Oggi il “Piola” ha una capienza ridotta a 4.657 spettatori e si spera che un giorno (non troppo lontano) possano accogliere molti più tifosi di oggi per vedere giocare il Novara FC. Come cinquant’anni fa accorrevano a vedere giocare il “vecchio” Novara Calcio. Lo stadio comunale sarà sempre lì ad aspettarli.

Per intanto, buon compleanno vecchio stadio “Piola”, la casa del tifo azzurro.