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Il Blog dei Cittadini

L’Europa ti abbandona, ma con stile: ecco il kit di sopravvivenza per cavartela da solo 72 ore. Di Alessio Marrari

DiAlessio Marrari

Mag 2, 2025

Mentre Francia e Germania comandano, tu riempi lo zaino e spera che basti: benvenuto nell’Unione Europea dell’autosufficienza, obbligatoria, dove ti danno tutto per scontato sul nascere. L’Europa dei fenomeni. 

Il 28 marzo 2025, la Commissione Europea e l’Alta rappresentante Kaja Kallas hanno presentato la nuova Strategia UE per la preparazione, una mossa politica che, a ben vedere, segna un cambiamento profondo nel modo in cui l’Europa si relaziona con i suoi cittadini. Al centro di questa strategia, tra le tante misure elencate con linguaggio tecnico e asettico, spicca una raccomandazione che è passata quasi inosservata e che invece dovrebbe far riflettere: ogni cittadino dell’Unione dovrebbe essere in grado di sopravvivere da solo per almeno 72 ore in caso di emergenza. Nessun allarme, nessuna retorica drammatica, solo una frase buttata lì, come fosse una comunicazione di servizio. Il fatto è che questa proposta, che a prima vista può sembrare una semplice misura di buonsenso, in realtà ci parla della nuova normalità che ci viene consegnata, quella in cui dobbiamo essere pronti a vivere per tre giorni senza acqua corrente, senza elettricità, senza rete mobile, magari costretti ad abbandonare casa nostra all’improvviso. Non è una distopia, è una strategia approvata a livello europeo, articolata in trenta azioni chiave e un piano dettagliato. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la capacità collettiva dell’Unione di fronteggiare le crisi, dalle catastrofi naturali agli attacchi informatici, passando per tensioni geopolitiche e manipolazioni informative. Ma a guardar bene, l’intero impianto della strategia ruota attorno a un concetto molto chiaro: lo Stato non può più proteggerti da tutto, quindi preparati a cavartela da solo, almeno per un po’. Viene lodato il modello nordico, dove i governi da anni consigliano ai cittadini di tenere in casa un kit di sopravvivenza. Ora, però, non è più una scelta di pochi paesi, è l’Europa intera che vuole che ogni famiglia abbia uno zaino pronto con torce, batterie, medicinali, radio, acqua, cibo secco e vestiti pesanti. Non è paranoia, ci dicono, è realismo. Ursula von der Leyen lo ha detto con chiarezza, le nuove realtà impongono un nuovo livello di preparazione. Ecco, questo è il punto. Non si tratta solo di avere una torcia o una coperta termica in casa, si tratta di accettare che il rischio è entrato nella nostra quotidianità, che la crisi non è un’eccezione ma una costante. E soprattutto, che questa preparazione individuale viene presentata come responsabilità personale, mentre le istituzioni, le stesse che dovrebbero tutelarci, sembrano sempre più limitate nella loro capacità di agire. Qui entra in gioco una riflessione che va fatta, perché è inutile girarci intorno, l’Unione Europea continua a mostrarsi come una farsa. Incapace di tutelare tutti gli Stati membri allo stesso modo, tanto militarmente quanto economicamente, appare sempre più come una macchina costruita per fare gli interessi di Francia e Germania, mentre tutti gli altri restano a guardare, spesso penalizzati dalle stesse regole che dovrebbero unire. È evidente che tra le nazioni europee non c’è una reale solidarietà, i tedeschi fanno affari con i francesi, si spartiscono influenza e potere, e guardano con fastidio chi, come l’Italia, prova timidamente a farsi valere. Noi, italiani, da troppo tempo abbassiamo la testa. Dai tempi di Romano Prodi siamo diventati un paese cuscinetto, servile e prono a ogni richiesta proveniente da Bruxelles, sempre pronti a dire sì, anche quando le decisioni vanno palesemente contro i nostri interessi. Un’Italia incapace di difendere i propri pescatori, le proprie imprese, le proprie famiglie. Solo ora, forse, con Giorgia Meloni al governo, qualcosa sta cambiando, un timido tentativo di alzare la testa, di ottenere almeno un briciolo di rispetto, di non subire più tutto in silenzio. E intanto, mentre ci invitano a prepararci da soli con uno zaino d’emergenza, l’Unione continua a fare il suo gioco, come le dimensioni delle cozze consentite o come il divieto ai pescherecci italiani di pescare al confine delle acque francesi, mentre loro possono passare indisturbati e pescare i propri comodi. Ma intanto il kit è dato per scontato, proprio come il politicamente corretto imposto, o come quei concetti di inclusività e accoglienza a prescindere, già insegnati nelle scuole, dove le stesse devono servire per aprire la mente delle persone insegnando loro a ragionare e senza fare politica, ma pare che una certa politica, solo quella sinistra, sia anche questa data per scontata ed a loro tutto è permesso. Ma i cittadini ormai assuefatti scollano video su Tik Tok, Instagram e Facebook, complimentandosi per le performance del mega concerto del 1° Maggio. Cittadini ai quali è stato applicato un “bavaglio”, soprattutto alle nuove generazioni, indottrinate su certi “concetti” fin dalle scuole elementari.